Truffe su internet, patteggiano due studenti
Tribunale, un anno e 8 mesi per due ex universitari nuoresi della Sapienza Erano stati scoperti dalla polizia postale: vendevano case e oggetti inesistenti
NUORO. Nel novembre di due anni fa, quando erano stati scoperti dagli esperti della polizia postale nuorese, in tanti erano rimasti sorpresi dal numero di vittime che avevano truffato: almeno una sessantina, sparse in mezza Europa. Ma a quanto pare i due giovani universitari nuoresi erano stati davvero abili, nel confezionare il loro piano illegale con tutti i crismi.
Secondo quanto aveva ricostruito la polizia postale, Danilo Porcu, che ora ha 26 anni, e il collega Francesco Carta, 25 anni, entrambi iscritti all’università La Sapienza di Roma, erano diventati due veri esperti di truffe on line. Ma all’inizio della loro attività, a quanto pare, avevano cominciato in modo soft: vendevano “solo” cellulari di ultima generazione e macchine fotografiche. Si facevano pagare in anticipo per oggetti che poi non avrebbero mai mandato a nessuno.
Ma con gli anni, tuttavia, stando a quanto raccolto dagli investigatori, avevano intrapreso un affare più redditizio: fingevano di affittare su internet ville mirabolanti, magnifiche case al mare, spesso in Costa Smeralda, si facevano pagare cauzioni piuttosto consistenti, e poi sparivano nel nulla. Lasciando con un palmo di naso decine e decine di aspiranti villeggianti. Altro che villa al mare, altro che soggiorno dorato in Sardegna: nessuno, di quelle case, aveva visto proprio un bel niente. Carta e Porcu, tuttavia, alla fine erano stati scoperti e smascherati. In una prima fase dell’indagine, erano stati persino arrestati perché nella loro casa di Roma gli investigatori avevano trovato documenti di identità contraffatti, distintivi della polizia, una pistola giocattolo, carte di credito e tessere che utilizzavano per mettere a segno le truffe on line.
Ieri mattina, la loro vicenda giudiziaria è approdata alla fase finale, quantomeno per il primo grado di giudizio: Danilo Porcu e Francesco Carta, difesi dall’avvocato Pietro Salis, hanno deciso di patteggiare la pena. E con il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli hanno concordato una condanna a un anno e otto mesi, riuscendo a beneficiare così della sospensione condizionale della pena. Ma a conti fatti, per la giustizia si tratta comunque di un processo concluso, e non prescritto, come capita molto spesso in tribunali come quelli di Nuoro, e con un numero così elevato di parti offese.
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