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Nuoro

La lotta alla peste suina, Desulo cerca il dialogo

di Giovanni Melis
La lotta alla peste suina, Desulo cerca il dialogo

Il Comune chiede ancora una volta alla Regione maggiore mediazione L’assessore Gioi: «Necessario un tavolo di confronto con proposte concrete»

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DESULO. La Regione intende proseguire con il suo programma di abbattimenti dei suini illegali. L’unità di progetto pianifica le prossime iniziative e nel mentre fa sapere che diversi maiali abbattuti negli scorsi giorni erano sieropositivi. L’eliminazione dei suini bradi è quindi necessaria per assicurare il successo dell’operazione voluta dalla giunta Pigliaru. La notizia viene accolta con tiepidità dal mondo delle campagne che invece chiede la fine delle operazioni militari e un dialogo serio per consentire l’allevamento razionale in montagna dei maiali. «Abbiamo presentato diverse proposte e sono state tutte respinte – dicono gli allevatori – e non comprendiamo il perché di queste decisioni. Forse Cagliari è troppo distante ed è difficile venire qua nel Gennargentu a vedere come funzionano le cose. Non si possono decidere sui tavoli cittadini, eventi da cui dipende la sopravvivenza di tutto il comparto agropastorale. Per ora abbiamo visto soltanto dinieghi, divieti e nessuna apertura al dialogo. Se si vuole proseguire in questo modo ci si dica chiaramente che dobbiamo abbandonare le montagna e trasferirci tutti in città. Con quali prospettive, naturalmente, questo non è chiaro». L’amministrazione comunale di Desulo cerca una via di mediazione. Nei giorni scorsi si era espresso l’assessore all’Agricoltura Francesco Gioi per il quale «occorre riprendere il dialogo. Se in Regione si vuole veramente risolvere il problema della peste suina la giunta regionale deve aprire un tavolo di dialogo. Ora come ora abbiamo ricevuto soltanto rifiuti secchi ad ogni proposta. Il problema peste purtroppo però non è stato risolto. Nonostante gli abbattimenti, siamo sempre al punto di partenza». Secondo Gioi sarebbe utile «un tavolo di confronto con proposte concrete sulle prospettive di settore, come ad esempio su un metodo razionale di allevamento che consenta di tenere i suini regolarizzati e un disciplinare che garantisca le carni e le caratterizzi. Consentirebbe di dare linfa al territorio». Sulla stessa linea il sindaco di Desulo Gigi Littarru per il quale «è necessario superare la logica del muro contro muro. Per ora si è vista soltanto una guerra fra poveri che non ha offerto alcuna soluzione al paese. Gli allevamenti di montagna rappresentano un unicum in Sardegna e devono essere tutelati. Siamo d'accordo che servono regole certe per tutelare i consumatori. Ma queste possono essere applicate anche senza bisogno di cancellare un intero settore produttivo. Se si vuole una filiera si devono stabilire criteri e ci devono essere i controlli. Ora come ora l’unica certezza sono gli abbattimenti. Ma per il futuro nulla si sa».

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