I testi: «In strada c’era un cavallo»
In aula parlano i carabinieri che avevano eseguito i rilievi
NUORO. «Mentre andavamo sul luogo dove era stato segnalato l’incidente, sulla strada abbiamo visto la sagoma di un cavallo che passava»: lo hanno ripetuto più volte, ieri in tribunale, i carabinieri che hanno deposto come testi al processo per l’incidente stradale durante il quale a metà agosto del 2010 aveva perso un motociclista di 29 anni di Bolotana, Luca Longu. Il giovane quel giorno stava tornando da una festa a Ortachis ed era in sella alla sua Aprilia 150. Davanti a lui, sulla provinciale 17, tra Bolotana e Illorai su un’altra moto, viaggiava un amico. A un certo punto i due motociclisti si sarebbero trovati la strada occupata da un cavallo e da un’altra auto, ma solo uno dei due sarebbe riuscito a schivarli in tempo. Longu, purtroppo, non ce l’aveva fatta. L’autopsia eseguita dal medico legale Vindice Mingioni, che ieri mattina è stata acquisita al fascicolo processuale, aveva stabilito che l’impatto con il suolo era stato troppo violento, e che se anche Longu avesse avuto il casco non sarebbe riuscito a scampare alla morte. I carabinieri hanno spiegato anche che la strada, tuttavia, aveva una banchina laterale abbastanza ampia per far passare un cavallo senza intralciare la circolazione. A processo, come imputati, sono finiti il proprietario del cavallo, Salvatore Urrazza, difeso dagli avvocati Nazarena Tilocca e Oliviero Denti, e il conducente dell’altra auto, Carlo Deidda, difeso dagli avvocati Gianluigi Mastio e Sebastian Cocco. (v.g.)
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