L’albero caduto simbolo della crisi
Giace da mesi dentro lo stabilimento ma nessuno lo rimuove
OTTANA. L’albero caduto dentro lo stabilimento che nessuno rimuove. Giace lì, disteso, immobile. Sullo sfondo svetta il grande edificio, alto e vuoto, che ospitava Ottana Polimeri. Più in là i lugubri pannelli del fotovoltaico ombreggiano le erbacce e le siepi incolte, simbolo di incuria e abbandono. E intorno il silenzio. Un silenzio mortale là dove un tempo era un pullulare di uomini in tuta blu e uno stridore di impianti in movimento. Ora, davanti all’ingresso di quella che un tempo era una fabbrica di lavoro e di sogni, c’è un albero caduto che nessuno rimuove. E lì, orizzontale, rinsecchito, senza vita. Quasi un simbolo della vita che, lì dentro, in quella fabbrica, non c’è più. Ecco, se lo stabilimento di Ottana cercava un simbolo del post industria l’ha trovato: è quell’albero sfrondato, che giace da tempo più in là dell’ingresso, bloccando la strada principale dello stabilimento dove ora non passa più nessuno. Un albero dimenticato, come quella vertenza infinita che continua a lasciare a casa i lavoratori di Ottana Polimeri e Ottana Energia, tutti in cassa integrazione. Ecco, quell’albero caduto e abbandonato è un po’ il simbolo di questi operai dimenticati, ai quali hanno strappato il lavoro. Giovani in tuta blu caduti sulla strada di un sogno. (f.s.)
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