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Nuoro

Siniscola, ticket e bilancio: ecco la replica di Celentano

di Sergio Secci

L’ex sindaco: «Sul bilancio era giusto lasciar decidere la nuova amministrazione» «Sulle tariffe per i parcheggi la giunta mantenga le promesse fatte agli elettori»

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SINISCOLA. Si continua a parlare di ticket per i parcheggi sul litorale a Siniscola. A parlare è l’ex sindaco Rocco Celentano che spiega le motivazioni che hanno portato la sua giunta a non ritoccare le tariffe. «L’amministrazione di centrosinistra ha deciso di non modificare gli importi ed i tributi entro il termine di legge, ritenendoli congrui e tali da garantire il pareggio e la stabilità di bilancio – spiega l’ex sindaco – tendendo conto del fatto che nell’anno 2015 sono state drasticamente ridotte le tariffe della Tari e le aliquote Imu». Per quanto riguarda la mancata approvazione del bilancio entro il termine previsto del 30 aprile, prima della scadenza elettorale Celentano chiarisce: «Si è deciso di non approvare il primo bilancio armonizzato di respiro triennale (2016-2018), ritenendo opportuno far prendere le decisioni sul triennio futuro alla nuova amministrazione. Tuttavia è bene precisare – aggiunge – che, proprio perché il resoconto avrà un respiro triennale, la nuova amministrazione ha la facoltà ed il dovere di indicare già fin d’ora, o almeno per l’anno 2017, le eventuali nuove tariffe dei parcheggi, ma se lo vuole, anche quelle della Tari e le nuove aliquote Imu. Questo – dice Celentano – per inviare un segnale alla cittadinanza sul fatto che si intenda mantenere le mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale e nel corso della precedente legislatura. Il sindaco se solo vuole, può già emettere la nuova ordinanza – dice ancora l’ex sindaco – ed ha il dovere di farlo considerato che il nuovo bilancio deve prevedere anche le spese e le entrate relative al 2017 ed al 2018. Tuttavia – conclude – sorge il sospetto che Farris abbia firmato la nuova ordinanza senza nemmeno porsi il problema, salvo poi cercare di correre ai ripari, soltanto dopo gli interventi della minoranza».

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