Un ostello nell’ex colonia Ersat
Siniscola, Zente Nova chiede alla giunta Farris di accelerare l’acquisizione
SINISCOLA. L’acquisizione dei beni ex Ersat al patrimonio comunale è storia vecchia, almeno quanto la delibera approvata all’unanimità il 12 dicembre 2012 che ne prevedeva il passaggio dall’agenzia Laore al comune di Siniscola a titolo gratuito.
Ma la finalizzazione di quel passaggio ad oggi risulta ancora incompiuta, così come denunciano in una nota Zente Nova e Unione per Siniscola, che nella seduta di tre anni e mezzo fa ne individuarono, seppur in rappresentanza di due movimenti politici distinti nei banchi dell’opposizione, una unità di intenti nella riconversione di quei beni per una loro valorizzazione e possibilità di utilizzo in chiave occupazionale.
«Parliamo– viene riportato nella nota – della ex Colonia di Capo Comino, dell’adiacente boschetto di eucalipti, dell’ex caserma dei carabinieri, degli edifici che ospitavano un tempo le scuole elementari e delle sue pertinenze e di circa 30 ettari di terreni agricoli situati tra La Caletta, Capo Comino e Bérchida».
I consiglieri Antonio Satta e Nino Fronteddu individuano le cause di un così grande ritardo delle procedure di acquisizione nel «lassismo della vecchia Giunta, reticente nel promuovere quell’azione in grado di produrre effetti positivi in materia di politiche attive per il lavoro».
Ma l’invito che i due consiglieri fanno è rivolto ora all’attuale amministrazione del sindaco Gianluigi Farris ma anche a "tutti i siniscolesi", si sottolinea, quasi a voler invogliare l’intera popolazione a rivolgere un maggior interesse a quei beni che potrebbero dare un valore aggiunto al patrimonio dell’ente e un incremento alle attività occupazionali e di servizio per il turismo.
In chiusura la nota propone i possibili impieghi dei beni ex Ersat per «un necessario e propedeutico rilancio di Capo Comino dopo anni di abbandono».
Per la Colonia, Zente Nova e Unione per Siniscola, ne propongono, una volta individuati i fondi regionali per i piani di bonifica, «un ostello con punto ristoro annesso. Il boschetto di eucalipti potrebbe ospitare- si legge- un park skytrek o un campeggio, mentre le strutture interne al borgo potrebbero essere riconvertite in botteghe artigiane con annessa esposizione».
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