La Nuova Sardegna

Nuoro

Aeroporto, gli albergatori contrari al cambio d’uso

di Lamberto Cugudda
Aeroporto, gli albergatori contrari al cambio d’uso

Richiesta di chiarimenti sull’ipotesi di dare una diversa destinazione all’area Tre proposte sulla gestione dello scalo anche con interventi di operatori locali

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«Chiarimenti circa la ventilata ipotesi del cambio di destinazione d’uso dell’area dell’aeroporto di Tortoli». A chiederli al presidente del Consorzio industriale di Tortolì-Arbatax (socio unico dell’AliArbatax spa, proprietaria dello scalo), Matteo Frate, è il presidente del Consorzio albergatori ogliastrini Sardegna Costa Est, Rocco Meloni. «Abbiamo letto con sconcerto – scrive Meloni – che fra le ipotesi avanzate dal nuovo presidente del Consorzio Industriale, Matteo Frate, ci sarebbe la possibilità di cambiare destinazione all’area dell’aeroporto per destinarle ad altro uso. Tutto ciò qualora “non fosse possibile perseguire l'obiettivo primario”, cioè rilanciare lo scalo. Ciò che allarma è il fatto che venga ben esplicitata la difficoltà di trovare una cordata forte finanziariamente; che il progetto è ambizioso; che il Consorzio industriale in autonomia non può farcela, evidenziando le molteplici difficoltà, di cui anche lo scrivente Consorzio albergatori è ben consapevole». E prosegue: «Ci preoccupa che non venga fatto alcun cenno al fatto che il Consorzio albergatori abbia richiesto formalmente al presidente del Consorzio industriale un incontro per porre nuovamente al centro dell’agenda politica e programmatica la riapertura dell’aeroporto. In tale incontro abbiamo ribadito la volontà degli imprenditori di operare, anche finanziariamente, per esplorare tutte le strade che possano condurre alla riapertura dell’aeroporto». Per Meloni le ipotesi sono almeno tre: «Bando internazionale che ricerchi operatori esterni interessati all’acquisto e al rilancio della pista di Arbatax; esplorazione di intenti da parte di compagnie di gestione di aeroporti nazionali affinché possano gestire lo scalo di Tortolì: al riguardo ci risultano avviati diversi contatti da parte della precedente gestione del Consorzio industriale; autogestione da parte degli operatori economici ogliastrini, con apertura ad azionariato diffuso anche fra la popolazione e i cittadini interessati a sostenere l’iniziativa di riapertura dell’aeroporto». Gli imprenditori ogliastrini del comparto turistico ricettivo hanno previsto la possibilità di esplorare una “tassa regionale di scopo” sui soggiorni alberghieri che consenta di spostare risorse rigidamente finalizzate alla gestione dell’aeroporto «ben distinta da qualsivoglia tassa comunale di soggiorno, rispetto alla quale confermiamo la nostra più ferma contrarietà».

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