Ex operai tessili esclusi dagli interventi statali
MACOMER. L’intervento del governo per le aree di crisi complessa che garantirà un reddito minimo di 500 euro al mese per un anno ai lavoratori usciti dalla copertura degli ammortizzatori sociali, non...
MACOMER. L’intervento del governo per le aree di crisi complessa che garantirà un reddito minimo di 500 euro al mese per un anno ai lavoratori usciti dalla copertura degli ammortizzatori sociali, non toccherà gli ex tessili della provincia di Nuoro. Quasi tutti sono usciti dalla mobilità e gli ultimi, un manipolo di lavoratori, usciranno prima della fine dell’anno. La Femca Cisl e la Filctem Cgil hanno diffuso un comunicato nel quale denunciano la grave disattenzione, ma soprattutto il fatto che le politiche attive del lavoro messe in campo dalla Regione non hanno prodotto i risultati attesi. Dopo le proteste che tre anni fa alimentarono il malessere degli ex tessili, i quali protestarono con manifestazioni lungo e blocchi stradali lungo le principali strade, la Regione si era impegnata a varare un piano che avrebbe dovuto dare risposta ai lavoratori. Le misure messe in campo hanno consentito di rioccuparne pochissimi. Ora arriva la beffa dell’esclusione dalle misure del governo. I sindacati dei tessili della provincia di Nuoro chiedono che l’area della Sardegna centrale e i lavoratori della categoria entrino a pieno titolo tra i destinatari degli interventi. Le aree di crisi individuate e localizzate in nove regioni sono Gela, Piombino, Livorno, Rieti, Termini Imerese, Trieste, Taranto e le aree di Ascoli Piceno e Molise. «Nessun accenno alle Sardegna e alle sue aree di crisi: Sulcis, Ottana, Porto Torres e, per quanto ci riguarda, l’area di Tossilo e il settore tessile del Nuorese – si legge nella nota firmata da Jose Mattana e Katy Contini –. Le misure di politiche attive per il lavoro messe in campo dalla regione Sardegna, che sono le stesse di cui hanno potuto usufruire le aree di crisi in tutta Italia, si sono rivelate del tutto inadeguate perché le assunzioni si possono contare sulle dita di una mano e le centinaia di lavoratori licenziati sono ancora per strada senza nessuna fonte di sostentamento. Pertanto, l’area di Tossilo e ciò che rimane del settore tessile devono rientrare a pieno titolo tra le aree destinatarie dell’intervento. Chiediamo alla Regione e all’assessorato competente che porti avanti con maggior energia, decisione e determinazione le rimostranze dei nostri territori profondamente colpiti dalla crisi che non sono seconde a quelle di tutto il resto d’Italia». (t.g.t.)
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