Provette sparite, il giallo della Biobanca
Dal laboratorio di Perdasdefogu mancano 14mila fiale. La preoccupazione dei sindaci: presto un’assemblea sul caso
PERDASDEFOGU. Quattordicimila le provette scomparse dal laboratorio del Parco genetico dell’Ogliastra. Quattordicimila come i donatori, protagonisti unici di un progetto di ricerca dal valore medico, storico e scientifico incommensurabile. Un valore indubbiamente più grande dei 4 milioni di euro che Renato Soru, ideatore di Shardna – società di ricerca privata la cui mission era quella di studiare il patrimonio genetico dei sardi – aveva ipotizzato agli esordi. Tante domande. Poche risposte. Come hanno fatto i campioni del Dna a venir fuori dalle celle frigo senza che nessuno si accorgesse di nulla? Come è possibile “trasferire” esemplari di acido desossiribonucleico, che viene mantenuto alla temperatura costante di -80 gradi, senza la strumentazione adeguata? E, soprattutto, da quando veramente mancano i campioni? Una storia surreale dove nulla è chiaro e dove non si capisce il silenzio assordante che avvolge scenari che da via Colombo, a Perdasdefogu, arrivano fino a Londra. Saranno gli inquirenti a cercare di sbrogliare una matassa ingarbugliata fino all'inverosimile, fatta di enti, pubblici e privati, di soldi – pubblici e privati pure lì – di fallimenti e acquisizioni, di società e debiti, di assunzioni e licenziamenti. Con la guardia di finanza a indagare, già nel 2012, sui passaggi societari e sulla legittimità proprio di alcuni finanziamenti pubblici, con due distinti blitz nella sede di Shardna, a Pula, e a Perdasdefogu, negli uffici del Parco Genos Scarl, che custodiva, quasi come un caveau, il materiale genetico. Alle forze dell’ordine il compito di passare al setaccio documenti, accessi e autorizzazioni per far luce su quanto accaduto e accertare le responsabilità. «Siamo davanti a una situazione molto difficile – ha commentato preoccupato e scosso il primo cittadino di Perdasdefogu, Mariano Carta – dove le cose che si capiscono sono davvero poche, dove, anzi, tutto è poco chiaro. Attendiamo il lavoro degli inquirenti, senza intralciarne l’operato. Ora come ora, è inutile qualunque dichiarazione». Sulla stessa linea del collega foghesino anche il sindaco di Talana, Franco Tegas: «Ho sentito il presidente di Genos. La prossima settimana ci riuniremo in assemblea: lì faremo il punto della situazione e vedremo come agire». E il presidente del Parco Genetico dell’Ogliastra, il medico e imprenditore Piergiorgio Lorrai, a confermare con fermezza: «Il Cda si riunirà nei prossimi giorni. La nostra stima e profonda vicinanza ora va a tutta la comunità ogliastrina, ai suoi uomini e alle sue donne. Per loro, e solo per loro, speriamo che tutto trovi la giusta soluzione».
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