Attilio Deffenu, ribelle e anticlericale
Annico Pau ricorda il grande intellettuale nuorese in occasione della ricorrenza del 20 settembre
NUORO. «In occasione della ricorrenza del 20 settembre, nel ribadire il mancato sogno di un’Italia laica, dedichiamo questa giornata a un grande nuorese che tanto lottò per vagheggiare un paese laico e democratico». Annico Pau presenta così quello che sarà il tema di una sua conversazione: “Attilio Deffenu: ribelle e anticlericale”. L’appuntamento culturale è fissato per questa sera a partire dalle ore 18 nella saletta dello storico Caffè Tettamanzi, nel corso Garibaldi.
«Nasce a Nuoro il 28 dicembre 1890 – dice l’ex sindaco a proposito di Deffenu –. Muore in combattimento durante la prima guerra mondiale tra Croce e Fossalta di Piave il 16 giugno 1918. Cresciuto in una famiglia molto politicizzata, il padre Giuseppe fu uno dei fondatori della Società operaia di Nuoro, sin da giovane dimostrò particolare interesse alla politica ed a tutti i fatti sociali e culturali. A soli 17 anni fu uno dei fondatori del primo circolo socialista di Nuoro ed in seguito a Sassari proseguì la sua azione politica e di proselitismo. Una volta conclusi gli studi ginnasiali a Nuoro, nel 1906 si stabilì a Sassari per frequentare il liceo».
«Nel periodo sassarese – va avanti Annico Pau – ebbero inizio le sue prime collaborazioni giornalistiche ed iniziò a frequentare gli ambienti socialisti e libertari. Nel 1908 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Pisa e qui incontrò i più noti esponenti dell’anarchismo e diede inizio alla collaborazione alla rivista “La Lupa” allora diretta da Paolo Orano. Nel 1912 consegue la laurea in leggi con una tesi dal titolo “La teoria marxista della concentrazione capitalistica”. Dopo la laurea fece ritorno a Nuoro e attraverso i buoni auspici dell’esponente repubblicano sassarese Michele Saba fu nominato corrispondente della pagina sarda del “Giornale d’Italia”. Firmava le sue collaborazioni con lo pseudonimo di Elia Spina». Pau racconta con dovizia di particolari tutta la biografia di Attilio Deffenu, «mai separatista, fu però un precursore del decentramento amministrativo dello Stato: secondo lui si doveva concedere l’autonomia alle regioni. Riguardo alle condizioni dell’isola considerava gli interventi dello Stato, che sino ad allora si erano sostanziati in Commissioni d’inchiesta, investimenti straordinari e leggi speciali, strumenti assolutamente incapaci di risolvere i problemi del sottosviluppo della Sardegna. La sua prematura morte non gli consentì di conoscere il pensiero di Gramsci o Bellieni, per citarne solo alcuni, e non conobbe gli stravolgimenti che l’Europa subì nei successivi anni venti e trenta». (l.p.)
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