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Nuoro

La denuncia di Crisponi: «Rischio a Oloè»

Oliena, il consigliere regionale sollecita nuovi interventi per la pulizia dell’alveo del corso d’acqua

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OLIENA. L’invasione di canne arbusti, ma anche vere e proprie piante nel letto del fiume, ai piedi del ponte di Oloè sulla provinciale Oliena-Dorgali, il 18 novembre del 2013 era stata forse, la principale causa del crollo che causò morte e disperazione. A nulla erano serviti gli allarmi lanciati a più voci per la pulizia dell’argine.

Oggi come allora se non si interviene in tempo si sta andando dritti verso quella situazione. Ecco perchè il consigliere regionale Luigi Crisponi ha presentato un’interpellanza in consiglio regionale dal titolo “Bomba innescata nella piana del Ponte di Oloè”.

«Fra poco meno di venti giorni sarà il terzo anniversario del terribile 18 novembre 2013 che con l’alluvione Cleopatra portò morte e distruzione nelle nostre campagne – si legge nel documento presentato in Regione – Nonostante i tanti allarmi degli anni scorsi e nonostante la stagione delle piogge sia in arrivo, la piana antistante il ponte di Oloè, crollato tre anni fa sotto la furia delle acque, si presenta come una giungla di canne e arbusti che ancora intrappolano detriti e legname depositati dal violento scorrere delle acque fin da quella fatidica data. Lasciare che il fiume non possa scorrere nel suo naturale alveo – aggiunge il consigliere barbaricinop – significa avere una bomba innescata sotto il ponte».

Secondo Luigi Crisponi «va tristemente ricordato che tuitto iniziò proprio dall’erosione dei fianchi dell’alveo e fu la conseguente esondazione delle acque a causare la tragedia che portò al collasso del ponte e alla morte dell’ispettore di polizia Luca Tanzi. È necessario intervenire per eliminare lo strozzamento dovuto all’incredibile foresta di canne e arbusti depositati su alcuni isolotti, vasti come alcuni campi di calcio. Ma è anche paradossale – aggiunge il consigliere regionale – che gli interventi siano resi quasi impossibili dalle stringenti norme regionali».

Eppure a suo tempo si ipotizzarono puntuali interventi di bonifica da parte dell’Ente Foreste (oggi Agenzia Forestas), ricorda Crisponi.

«Ciò si rivelerebbe fondamentale per garantire in caso di forti precipitazioni, stabilità agli argini e sicurezza ad aree e aziende agricole adiacenti e naturalmente allo stesso ponte e al sistema viario. Come ampiamente e tristemente dimostrato – conclude il consigliere nuorese – la mancata manutenzione degli argini e dei corsi d'acqua può divenire letale per le popolazioni e per i nostri paesi. Considerati tali rischi e visto il perdurare della siccità, che repentinamente potrebbe trasformarsi con eventi atmosferici portatori di bombe d’acqua». (n.mugg.)

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