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Zir in abbandono, pressing in Regione

Zir in abbandono, pressing in Regione

Gian Pietro Gusai (Pds): «Il Polo della Baronia va subito reinserito nell’elenco delle aree di crisi non complesse»

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SINISCOLA. «Che il Consorzio industriale sia in totale stato di abbandono e senza nessuna prospettiva, è chiaro a tutti». Lo sottolinea senza giri di parole Gian Pietro Gusai, esponente del Partito dei sardi. Ed è proprio i consiglieri regionali sovranisti che ha già impegnato per un intervento deciso in Regione. Dalla delibera n° 59/20 del 3 novembre, infatti, Siniscola risulta esclusa dall’elenco delle aree di crisi industriale non complesse. «Dove sono gli amministratori locali che dovrebbero tutelare il territorio da una crisi occupazionale tremenda? – chiede Gusai –. Si vive in un territorio con un futuro oscuro, che con solitudine chiude le saracinesche delle sue imprese, consuma sterilmente il territorio senza produrre reale ricchezza, tecnologia, lavoro e formazione».

«Al Consorzio industriale ci sono 4 impiegati (padri e madri di famiglia con mutuo) che non ricevono la retribuzione da tre anni, 3 operai reintegrati al gennaio 2016 in bianco. Delle oltre 60 aziende – elenca l’esponente del Pds –, 20 hanno chiuso (40%). Tra quelle che hanno abbassato le saracinesche, molte erano del tessile e avevano volumi occupazionali importanti, RosMary, Filmar, Legler, più altre realtà più piccole, come la Farpasta e piccoli artigiani. La crisi del comparto industriale ha portato una riduzione del numero di buste paghe dalle oltre 600 del 2004 a meno di 250 attuali, indotto escluso (trasporti e servizi vari)».

La Zona industriale di Siniscola è a brandelli: «Mancano acqua potabile, strade di connessione, banda larga, manca il futuro, manca la progettualità in un territorio geograficamente baciato dalla fortuna. È necessaria un’azione comune delle amministrazioni del territorio per sollecitare l’intervento del presidente regionale al fine di trovare una soluzione. Nel luglio 2016 – chiude infine Gian Pietro Gusai –, dalla giunta Pigliaru furono tracciati gli argomenti economici di sviluppo: ambiente, cultura, competitività agroalimentare, servizi di area vasta, manifatturiero innovativo e infrastrutture per la crescita, che coincidevano con gli 81 milioni di euro del piano di rilancio del Nuorese. Un piano da tradurre in realtà».

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