Turbativa d’asta e calunnia: 3 a processo
Sistema museale di Macomer, due rinvii a giudizio e un rito abbreviato per l’assegnazione della gestione
MACOMER. Rito ordinario per due, rito abbreviato per il terzo. Non è finita con la gara d’appalto la storia complicata della gestione dei beni culturali. Quello che fu ribattezzato col nome di Sistema museale macomerese fu anche foriero di guai per i vincitori della gara d’appalto e per chi la predispose. Il caso ebbe ampia eco, tanto che poi alla turbativa d’asta inizialmente contestate si affiancò anche il reato di calunnia perché, di fronte a chi dubitava della regolarità di quell’assegnazione e della gara d’appalto stessa, si rispose con una denuncia che ha però avuto l’effetto di un boomerang.
Di fronte al giudice per le udienze preliminari Elisa Marras sono finiti Roberto Concas, consulente cagliaritano di 64 anni, e Rossana Muroni, 48 anni di Macomer, per il reato di turbativa d’asta e Sergio Muroni, 41 anni di Macomer. Per i primi due è arrivato il rinvio a giudizio con udienza fissata per il 17 gennaio, mentre per il terzo, accusato solamente di calunnia, la scelta è stata quella di richiedere il processo tramite il rito abbreviato che verrà celebrato il 6 febbraio. Sono strade diverse per reati diversi nati però dalla medesima vicenda, quella dell’assegnazione della gestione dei beni culturali presenti nel territorio comunale ricco di siti archeologici e di strutture pubbliche dove si respira la cultura.
Secondo il pubblico ministero Armando Mammone, Roberto Concas, consulente che aveva vinto una selezione per predisporre il bando per la gestione del Sistema museale, avrebbe agito d’accordo con Rossana Muroni. Quest’ultima mirava a ottenere la conferma dell’incarico che aveva avuto precedentemente con la società Esedra. Roberto Concas avrebbe così preparato il compo in maniera tale che ad aggiudicarsi la gestione sarebbe poi stata la stessa Rossana Muroni. Il consulente indicò al Comune la costituzione di una fondazione quale soggetto ideale per ottenere in comodato l’intero patrimonio.
Successivamente proprio Rossana Muroni costituì la fondazione Promotea e ottenne la gestione dei beni culturali. Una versione contrastata dagli avvocati difensori dei due imputati, Matteo Pinna per Roberto Concas, Efisio Arbau e Caterina Culeddu Dore per Rossana Muroni, i quali hanno chiesto il proscioglimento senza però ottenerlo.
Avrà il rito abbreviato invece Sergio Muroni accusato di calunnia. Era legale rappresentante della fondazione Promotea quando presentò querela contro Isabelle Paschina che, in un post sul forum internet “Macomerinascita”, parlava di logiche clientelari per l’assegnazione della gestione delle risorse e dei siti culturali. Quella querela ora si è trasformata in un boomerang.
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