Minacce al circo Martini, assolti
Anche il pm aveva chiesto il proscioglimento dei due olianesi
NUORO. Ci sono voluti sei anni, tra indagini, inchiesta, rinvio a giudizio e udienze, ma ieri mattina, al termine della sua requisitoria, anche la pubblica accusa ha ritenuto che il processo non fosse stato sufficiente a dimostrare la loro colpevolezza. E ne ha chiesto l’assoluzione, così come la stessa richiesta, ovviamente, è arrivata anche dalla difesa rappresentata dagli avvocati Angelo Magliocchetti e Priamo Siotto. Il giudice monocratico Mariano Arca, nella tarda mattinata di ieri, ha assolto, per non aver commesso il fatto, Luigi Carrus e Riccardo Furcas, i due giovani di Oliena che erano stati rinviati a giudizio con le accuse di furto, maltrattamenti sugli animali, e minacce aggravate dall’uso di un coltello, al circo Martini che il 7 settembre del 2008 si accingeva ad ospitare un’altra serata tra spettacolo e acrobati.
Quel giorno, secondo l’accusa formulata all’inizio, i due giovani erano entrati al circo Martini insieme ad altri compaesani che poi non sono stati mai identificati. Sempre stando alla ricostruzione fatta sei anni fa, il gruppetto di giovani si era impossessato di pale, forconi, fruste e bastoni e con quelle avevano percosso gli animali custoditi nei recinti e nelle stalle. La Procura, all’epoca, le aveva definite «inutili sevizie».
Poi, sempre secondo l’accusa iniziale, il gruppetto di ragazzi si erano diretti verso i camerini dove si cambiavano e truccavano gli artisti del circo e, «dopo aver messo tutto a soqquadro, minacciavano esplicitamente la moglie del titolare del circo, Debora Teso, dicendo “Ah, ci sono anche le donne, stasera ci divertiamo?”». E in seguito avrebbero anche minacciato il titolare del circo, Angelo Castellucci, sventolandogli un coltello e dicendogli “Stasera veniamo a finire il lavoro”.
I giovani imputati, dal canto loro, avevano sempre respinto ogni accusa, e avevano negato di aver mai minacciato i titolari del circo Martini o di aver fatto male agli animali che erano rinchiusi nei recinti e nelle stalle. I loro avvocati, Siotto e Magliocchetti, ieri hanno ribadito con forza l’innocenza dei loro assistiti chiedendone, dunque, la piena assoluzione.
Il giudice monocratico Mariano Arca, ha accolto queste richieste e ha assolto Carrus e Furcas da tutti i reati a loro contestati. (v.g.)
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