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Torpè, Maccheronis la diga ora è piena: fine delle restrizioni

di Sergio Secci
Torpè, Maccheronis la diga ora è piena: fine delle restrizioni

Grazie alle piogge ci sono 4 milioni di metri cubi d’acqua. Presto la riapertura della rete per tutte le aziende agricole

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Grazie alle piogge degli ultimi giorni ora nel lago Maccheronis ci sono quasi quattro milioni di metri cubi d’acqua, con un trend in crescita che fa sperare che si possa presto raggiungere un volume pari al fabbisogno annuale per i territori a valle.

Il primo provvedimento adottato l’altro ieri dal servizio di tutela e gestione delle risorse idriche e vigilanza sui servizi di Cagliari è stata la riapertura di tutte le condotte della rete di distribuzione. Gli operai del Consorzio di bonifica hanno sbloccato gradualmente le saracinesche di tutte le utenze dell’agro per la sola tipologia di acqua grezza per gli usi civili e per garantire la sanità animale, oltre a confermare l’erogazione anche in capo ad Abbanoa per gli usi del servizio idrico integrato. Una decisione programmata anche per avviare tutte le attività di verifica e di efficienza della rete, per impostare un programma di interventi puntuali di manutenzione straordinaria e affrontare le erogazioni del prossimo anno con il minimo livello di perdite. Un piano, quello relativo all’eliminazione degli sprechi, che vedrà lavorare in sinergia Enas e Consorzio: i due enti dovranno infatti riferire, sulla base delle loro misurazioni, l’acqua in uscita dalla diga e quella erogata e controllata tramite i contatori. Si consentirà così di effettuare in tempo reale un monitoraggio sul bilancio idrico di sistema ed intervenire sui guasti e le perdite in tempo reale. Malgrado la riapertura dei rubinetti, proseguirà comunque per qualche periodo la distribuzione di acqua alle aziende con le autobotti. La direzione generale della protezione civile, sulla base degli accordi raggiunti con i comuni, garantirà per quanto necessario il servizio con le autobotti sia per accompagnare la graduale riapertura della rete, sia per intervenire tempestivamente per sopperire a eventuali situazioni di emergenza localizzate. A gennaio, una volta che si sarà stabilizzata la quantità d’acqua dell’invaso, si procederà ad una nuova valutazione sugli assetti di sistema di distribuzione.

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