La Nuova Sardegna

Nuoro

Il treno si ferma, arrivano i pullman

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, il servizio automobilistico sostitutivo andrà avanti finché non verrà riaperta la linea ferroviaria per Nuoro

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MACOMER. L’ultimo treno è transitato sabato sera. Da ieri la ferrovia Macomer-Nuoro è come una linea dismessa. Per disposizione dell’Arst, l’esercizio è sospeso. Non c’è per il momento una data di ripresa. Corse automobilistiche sostitutive coprono il servizio con ritardi che si sono fatti sentire ieri già con la corsa più importante che collega Nuoro, quella degli studenti e dei lavoratori pendolari arrivata con mezz’ora di ritardo alimentando le proteste. Sul problema ha preso posizione anche il sindacato di polizia Siulp. Molti agenti che lavorano a Nuoro, infatti, viaggiano utilizzando il treno.

Una misura postuma. La chiusura dell’esercizio è legata alle misure seguite allo scontro fra due treni ad Andria in Puglia accaduto il 12 luglio che costò la vita a 23 persone e causò una cinquantina di feriti, uno scontro fra treni su una linea a binario unico simile a quello accaduto nel 2007 a Birori sulla Macomer-Nuoro chiusa da ieri. Si tratta della circolare 9956 dell’Ansf (l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie che impone l’adozione di una serie di misure). C’è chi parla di «precauzione postuma» anche per il fatto che sulla Macomer-Nuoro arriva dopo nove anni dall’incidente durante i quali le procedure per garantire la sicurezza dei treni non sono rimaste le stesse.

Velocità da lumaca. Le misure da adottare e i requisiti da rispettare, entrambi urgenti, sono diversi. L’allegato alla circolare è diviso in due parti, nella colonna a destra sono indicate le cose da fare immediatamente in attesa degli adeguamenti, tra le quali il limite di velocità a 50 chilometri orari, che allunga i tempi di percorrenza nonostante i mezzi in uso non volino come schegge, e la presenza di una seconda persona in cabina assieme al macchinista che sia abilitata a frenare il treno. Un’altra impone di fermare il treno nei passaggi a livello incustoditi o affidati a privati per poi attraversarli a passo d’uomo e a vista.

I passaggi a livello. Sulla Macomer-Nuoro ci sono 19 passaggi a livello incustoditi e nove affidati proprietari di terreni ai quali si accede attraversando la ferrovia. Applicando questa misura il treno allungherebbe i tempi di un minuto per ogni attraversamento, in tutto 28 minuti in più per andare da Macomer a Nuoro che si sommerebbero a quelli legati al limite di velocità. Ne derivano conseguenze pesanti. La dilatazione dei tempi di percorrenza induce i passeggeri a ripiegare su altre soluzioni. Impone inoltre di rivedere il programma della circolazione perché bisognerà cambiare gli incroci su una ferrovia a binario unico nella quale in molte stazioni è stato tolto il secondo binario, poi c’è il discorso delle coincidenze con gli altri mezzi in partenza da Macomer e da Nuoro. Un bel pasticcio.

Si assumono casellanti. L’Arst pone rimedio al problema assumendo assuntori di passaggio a livello con contratto a termine di tre anni e rapporto di lavoro autonomo da impiegare come casellanti. Stipendio 652 euro al mese. Il termine per presentare le domande scade il 15 dicembre, poi si passerà alle selezioni. Con i passaggi a livello presidiati i treni possono viaggiare limitando la velocità e nel rispetto delle altre indicazioni Ansf.

Pullman sostitutivi. Il servizio automobilistico sostitutivo andrà avanti fintanto che i treni non riprenderanno a viaggiare. I pullman sono meno vecchi dei treni, che sono in servizio dal 1957 e 1958, ma sono comunque datati. Entrano nei paesi allungando i tempi del viaggio oltre i 68 minuti tabellari. Il pullman entra a Bortigali, Silanus e Lei, arriva alla stazione di Bolotana, devia per Iscra, entra alla stazione di Orotelli ed entra a Prato Sardo. I tempi tabellari si dilatano,

Le reazioni. Le reazioni alla chiusura della tratta sono diverse. Il consigliere regionale Gian Franco Congiu chiede l’immediato impiego di mezzi e uomini per consentire la ripresa del servizio. Il Siulp ha scritto al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti. Michele Vacca dell’Associazione utenti del trasporto pubblico fa un’analisi dell’assurdità della decisione.

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