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La denuncia della Cisl-Fns: «Così Mamone resta isolata»

La denuncia della Cisl-Fns: «Così Mamone resta isolata»

MAMONE. «Una settimana fa avevamo in programma una manifestazione davanti l’istituto di Mamone per il proseguo della nostra vertenza sindacale e continuare così la denuncia in cui versa la colonia...

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MAMONE. «Una settimana fa avevamo in programma una manifestazione davanti l’istituto di Mamone per il proseguo della nostra vertenza sindacale e continuare così la denuncia in cui versa la colonia penale, un disastro! ed ancora stiamo aspettando una convocazione da parte della direzione». Giovanni Villa, segretario generale aggiunto della Cisl-Fns, alza la voce subito dopo il nubifragio che ha completamente isolato la Casa di reclusione di Mamone. «La nostra segreteria ha provato molteplici volte a mettersi in contatto con il centralino dell’Istituto penitenziario ma senza avere risposta, non solo ma i numeri che son stati chiamati, quelli diretti non ad uso interno quindi, sia delle diramazioni, segreteria, matricola, ufficio educatori ed Ntp pare siano fuori uso. Una situazione questa – sottolinea Villa – che si ripete ogni qualvolta si manifestano temporali. Ad aggravare la situazione ci sono le linee di tutti gli operatori telefonici che in centrale non danno alcun segnale quindi in caso di emergenza la polizia penitenziaria non può nemmeno usare il proprio apparecchio telefonico per lanciare un allarme a meno che non abbandoni il suo posto di servizio in cerca di segnale telefonico appunto».

«Il temporale in sé – spiega ancora il sindacalista della Cisl – pare non abbia recato danni particolari alle strutture a parte qualche vecchia stalla che è stata scoperchiata dal vento, ma per il momento non si segnalano danni a persone o animali. Come avevamo segnalato qualche tempo addietro oggi ci si ritrova in una situazione drammatica riguardante i mezzi di trasporto persone, in special modo i fuoristrada indispensabili in condizioni avverse infatti, non si può più garantire un controllo sufficiente del territorio e tantomeno si può intervenire per qualsiasi altro tipo di servizio, basti pensare se si deve intervenire per soccorrere qualcuno in campagna, per esempio i detenuti lavoranti addetti al bestiame, non è possibile. I lavoranti addetti al bestiame coloro i quali escono ogni giorno per le incombenze a loro demandate, come il lavoro del pastore, praticamente non possono essere controllati o, lo ribadiamo, soccorsi qualsiasi cosa loro accada. Anche un semplice ritardo nel rientro dal lavoro dei detenuti non può essere verificato in tempi ragionevoli. Quando capita l’irreparabile chi spiega al magistrato di turno il perché si è verificato il danno? Come al solito – chiude Villa – vista la sempre più lontananza dell’amministrazione dai suoi poliziotti ne pagherà le conseguenze chi giornalmente serve lo Stato con abnegazione e spirito di sacrificio».

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