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Entrate erariali, il Comune chiede il risarcimento

SINISCOLA. Potrebbe ritrovarsi con oltre seicentomila euro in più nel bilancio comunale l’amministrazione civica di Siniscola che nei giorni scorsi, ha presentato un’istanza al Ministero dell’Economi...

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SINISCOLA. Potrebbe ritrovarsi con oltre seicentomila euro in più nel bilancio comunale l’amministrazione civica di Siniscola che nei giorni scorsi, ha presentato un’istanza al Ministero dell’Economia e delle Finanze e a quello dell’Interno per ottenere il diritto al rimborso delle entrate erariali decurtate dallo Stato in sede di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio del fondo perequativo per l’anno 2013.

Si tratta esattamente di seicentoventitremila euro di fondi erariali che dovevano essere trasferiti all’amministrazione baroniese in quota delle spese sostenute per i consumi intermedi e che invece, a causa della cosiddetta spending review (l’esame delle spese sostenute dallo Stato per il funzionamento dei suoi uffici e per la fornitura di servizi ai cittadini, allo scopo di ridurre gli sprechi e di apportare miglioramenti al bilancio), erano stati cancellati.

Una decisione del governo nazionale che è stata però annullata dalla Corte costituzionale pubblicata nella gazzetta ufficiale l’8 giugno scorso.

Secondo la giunta comunale di Siniscola che ha autorizzato il sindaco Gianluigi Farris a presentare alle autorità statali la richiesta, la sentenza della Corte ha efficacia retroattiva e il bilancio del comune di Siniscola, avrebbe subito una decurtazione del tutto illegittima delle entrate erariali, pertanto, lecito sarebbe il rimborso.

Speranzosa di recuperare presto quei fondi al bilancio comunale l’assessore alle finanze Paola Pipere.

«È chiaro che un prelievo così alto dalle casse dell’ente crea dei grossi problemi al Comune tenendo conto, oltretutto dell’alto tasso di evasione fiscale che riscontriamo a Siniscola. Bisogna dire – aggiunge l’assessore comunale – che si fa sempre più fatica a recuperare quanto dovuto e poi quel poco lo dobbiamo pure girare in gran parte allo Stato. Gli aiuti del governo e della Regione sono sempre di meno e non si mettono i Comuni nelle condizioni di andare avanti. Siamo soddisfatti – conclude Paola Pipere – della decisione della Corte costituzionale, speriamo di recuperare presto questi fondi». (s.s.)

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