La Nuova Sardegna

Nuoro

Troppi tagli: i barracelli rischiano di scomparire

di Piero Marongiu

Il comandante della compagnia di Borore scrive all'assessore agli Enti locali «Nonostante i risultati, mortificati e penalizzati senza alcuna giustificazione»

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BORORE. Dopo circa due anni dalla sua ricostituzione, la locale compagnia barracellare, comandata dal capitano Giandomenico Demuru, rischia lo scioglimento a causa del taglio dei fondi regionali, passati dagli oltre 7 mila euro del 2015 a poco più dei mille di quest’anno. Il taglio, operato dall’assessorato regionale agli Enti locali, non ha messo in crisi soltanto il sodalizio bororese ma tutte le compagnie barracellari sarde. Senza mezzi economici adeguati rischiano seriamente di scomparire, lasciando nuovamente campo libero a quanti frequentano la campagna con cattive intenzioni. Con una lettera inviata all’assessore regionale degli Enti locali Cristiano Erriu, al presidente regionale dell’Anci, al prefetto di Nuoro, al sindaco e al comandante della stazione carabinieri di Borore, Giandomenico Demuru evidenzia la situazione di grande criticità in cui la compagnia barracellare si è venuta a creare. «La riduzione dei fondi stanziati dalla Regione – scrive Demuru – mortifica e penalizza, senza giustificazione alcuna, la nostra compagnia e, più in generale, tutte le compagnie barracellari presenti in Sardegna». È innegabile il prezioso apporto dato dai barracelli, che operano in collaborazione con le forze dell’ordine e gli agenti di polizia locale, nel controllo dei territori di pertinenza e nella lotta contro gli incendi. Attività importanti, che però senza il sostegno dei fondi regionali non possono essere svolte. «In questi anni di attività – prosegue Demuru – abbiamo garantito servizi di controllo capillare su tutto il territorio comunale in materia di prevenzione e repressione dell’abigeato e del bracconaggio, eseguito attività di controllo sull’abbandono dei rifiuti e prevenzione sugli scarichi civili e industriali e sulle discariche abusive; svolto monitoraggio e sorveglianza nella montagna Sant’Antonio e nel territorio di Borore; garantito il servizio di perlustrazione, soprattutto notturna, su tutto il territorio comunale compreso quello urbano al fine di prevenire, scoraggiare e reprimere atti vandalici, furti e azioni illecite. Tutto questo, e altro, per un totale di circa 7 mila ore di servizio svolto». Sono tanti, soprattutto allevatori e proprietari di aziende agricole, a ritenere di fondamentale importanza l’opera svolta dai barracelli relativamente alla sicurezza delle aziende e alla prevenzione dei reati legati al mondo agropastorale, come l’abigeato, attività ritenuta tra le più odiose dagli allevatori, che molto spesso ha fatto covare rancori sfociati in delitti contro persone, animali e cose. «Chiediamo pertanto – conclude Demuru – di scongiurare lo scioglimento della nostra, e forse di tutte le compagnie barracellari».

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