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Nuoro

Dorgali, ancora guerra per le antenne

di Nino Muggianu
Dorgali, ancora guerra per le antenne

Il gruppo di minoranza “Obiettivo comune” contro il potenziamento del ripetitore della telefonia mobile

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DORGALI. È bufera sull’ampliamento dell’antenna mobile di via Cervi. Il gruppo di opposizione “Obiettivo comune” nel consiglio comunale del 5 gennaio ha espresso la propria contrarietà alla richiesta di ampliamento dell’antenna di telefonia mobile situata nel centro di Dorgali in via Fratelli Cervi.Il gruppo ritiene che quella concessione poteva essere concordata proponendo al gestore una soluzione alternativa, ovvero «indicando un terreno fuori dal perimetro urbano di proprietà comunale da destinare come nuova ubicazione dell’antenna. Così come prevede il piano regolatore generale del comune di Dorgali che nel 2001 ha introdotto nel proprio regolamento edilizio comunale l’articolo 31 bis, che vieta l'installazione di nuove antenne all’interno dell’abitato, e ne prevede l’ubicazione a una distanza di 150 metri dal perimetro urbano. Il fatto che dal 2002 la legge Gasparri in qualche modo rende inefficaci regolamenti locali – sottolineano i consiglieri di opposizione – non vuole dire che non ci fossero le condizioni per opporsi anche a costo di andare in causa con il gestore».

Un tema scottante quello delle antenne esistenti nel centro urbano che spesso ha creato non pochi malumori. In particolare la presenza dell’antenna del Carmelo, più volte presa di mira dagli incendiari. Il motivo, secondo un comitato di quartiere, sarebbe legato all’incidenza di alcune malattie che molti attribuirebbero proprio alla presenza dell’antenna. La protesta era stata fata anche per l’impianto di via Cervi. «La particolarità di quella antenna è che si trova a ridosso di un plesso scolastico molto importante, con circa 200 tra bambini e ragazzi, che giornalmente frequentano le varie classi – precisano dal gruppo capeggiato da Lino Fancello – Autorizzare il potenziamento delle onde elettromagnetiche, lo consideriamo un grosso errore, nonostante il parere positivo dell’Arpas, che ha valutato il progetto conforme ai limiti di legge. La nuova giunta, quando 7 mesi fa si è insediata ha trovato la richiesta di potenziamento, che giaceva in comune dal mese di marzo, aveva tutto il tempo per trovare una soluzione alternativa, così come proposto dal nostro gruppo nella seduta del Consiglio del 6 ottobre. Purtroppo – concludono i consiglieri di “Obiettivo comune” – è mancata la capacità politica di proporre qualcosa di alternativo che salvaguardasse la salute dei cittadini ed in particolare dei bambini e dei ragazzi delle scuole».

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