Minoranze all’attacco: «Questa città è immobile»
Pd e Pds fanno il bilancio dei primi 18 mesi di amministrazione Soddu «Un fallimento su tutti i fronti, da Pratosardo alle celebrazioni deleddiane»
NUORO. Lavori per la caserma di Pratosardo, ristrutturazione della scuola media numero 1, piano di riqualificazione di Sae 'e Sulis e riapertura del museo Tribu. La minoranza Pd e Pds (Partito dei Sardi) passa con il rastrello e porta il cumulo di interventi nella propria parte politica. Pochi meriti all’amministrazione Soddu, che nei giorni scorsi li aveva messi dentro il bilancio di azioni e opere del 2016, insieme al piano di riqualificazione delle periferie e alla riduzione delle tasse. «Si tratta di opere portate a termine dall’amministrazione Bianchi. L’attuale giunta si caratterizza per l’immobilismo e inettitudine e tenta di confondere le cose intestandosi iniziative già bell’e che pronte», è l’attacco del capogruppo Pd, Tore Sulas, durante la conferenza stampa di ieri, a cui prendono parte gli altri due consiglieri democratici, Alessandro Bianchi e Leonardo Moro, e il collega del Pds, Gian Piero Gusai. L'accusa condivisa nel gruppo di oppositori è quella di «un’amministrazione civica priva di una strategia di governo e un programma in grado di rispondere alle necessità della popolazione». I vuoti maggiori nell’assenza di politiche del lavoro e nel mancato ruolo di guida del comune nel momento in cui alla Regione è stata definita la legge di riordino degli enti locali. Del primo argomento parla Gusai: «Vanno bene le piazzette, ma la gente oggi chiede servizi e sviluppo. Da parte della giunta Soddu si è risposto con il “nulla”. L’unica attività presente, il Project della Asl, non è stata seguita e oggi è destinata a chiudere, con tutte le conseguenze in termini di redditi e benessere». Una medaglia comunque viene lasciata nel petto del sindaco, per l’assunzione dei 23 precari degli uffici di via Dante: «Un atto di giustizia verso i lavoratori. La possibilità l'ha data la Regione proprio con la legge sugli enti locali, del 2016». Se si rimane nel recinto daziario a Sulas, Bianchi, Moro e Gusai non va bene nulla di quanto si fa e si è fatto nell’anno e mezzo di gestione. Neppure il sistema di affidamento dello smaltimento dei rifiuti, con la proroga di 6 mesi a NuoroAmbiente, che pure era stato utilizzato dalla stessa amministrazione precedente, con “pena” anche elettorale verso la giunta Bianchi. L’ex sindaco: «Noi alle proroghe siamo stati costretti, per via di una sentenza del Consiglio di Stato che nel 2010 ha bocciato il nuovo appalto. Nel 2015 riusciti a definirla, ma l’amministrazione Soddu l’ha subito spazzata via. Oggi si fa una proroga che è illegittima, perché non ci sono le ragioni di emergenza richieste dal ministero».
L’elenco di rivendicazioni e paternità da parte dell’ex sindaco è lungo. La caserma di Pratosardo: «Si tratta di un progetto degli anni '80. Il nostro merito è di averlo rilanciato quando tutto era fermo, grazie all’impegno del sottosegretario della Difesa, Giuseppe Cossiga». Tra un chiarimento e l'altro Bianchi chiede al suo successore lumi sulla galleria di Mughina, oggi chiusa al traffico: «Nel 2014 abbiamo ricevuto un milione di euro dalla Regione, ma tutto rimane fermo. Interventi singoli a parte, tutte le amministrazioni ereditano fondi e risorse da chi le ha precedute. La correttezza sta nel dirlo agli amministrati», è l’appello al lavoro svolto e all’onore che già modificherebbe i rapporti nell'aula consiliare. Colui che è stato il suo “vice”, Leonardo Moro, non rinuncia all’asprezza. Ha gestito per cinque anni turismo e cultura, e oggi la pensa così: «Il Redentore è stata ridotta a una festa di paese. L’anno deleddiano è stato un convegno e un paio di spettacoli».
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