La Nuova Sardegna

Nuoro

Orotelli si prepara per “Fainas de ichinadu”

di Federico Sedda

Il paese ha già messo in moto la macchina organizzativa per richiamare turisti e visitatori

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OROTELLI. Si terrà a marzo prossimo, probabilmente nella giornate tra il 17 il 19, e non, invece, a gennaio, come accaduto nelle due precedenti edizioni, la terza edizione di “fainas de ichinadu”: la manifestazione ideata nel 2015 dall’amministrazione comunale di Orotelli per promuovere le attività artigianali e riscoprire il segreti e il fascino dei mestieri che si esercitavano un tempo nei rioni del paese, “sas fainas dei ichinadu”, appunto. La decisione di spostare l’evento del 2017 da gennaio a marzo è stata presa dagli organizzatori, nel corso dei numerosi incontri che si sono svolti finora, per evitare che la manifestazione si tenesse in concomitanza con altre importanti iniziative che caratterizzano i primi mesi dell’anno a Orotelli, quali i festeggiamenti per sant’Antonio e la prima uscita delle maschere etniche dei thurpos (gennaio) e il carnevale che quest’anno si tiene a fine febbraio. Fino a qualche anno fa, a Orotelli, tra febbraio e marzo, si svolgeva anche la sagra degli asparagi organizzata dalla Pro loco. Ora la manifestazione è stata cancellata perché l’associazione di promozione turistica è stata sciolta. Il Comune, tuttavia, si sta dando da fare per ricostituirla. Se la Pro loco dovesse essere ricostituita in tempo utile per la raccolta degli asparagi (febbraio-marzo) è probabile che la sagra possa ripartire fin dal 2017. Per ora la certezza degli eventi di richiamo turistico che si terranno nel paese barbaricino a breve termine sono i festeggiamenti per sant’Antonio con la prima uscita delle maschere (lunedì 16 gennaio), le sfilate di thurpos, thurpeddos ed eritajos a carnevale e, appunto, “fainas de ichinadu” a marzo. Un programma nutrito che non mancherà di richiamare a Orotelli turisti e visitatori. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di promuovere le attività artigianali, commerciali e culturali tipiche della tradizione e della storia del paese. Si parte dalla riscoperta delle maschere e dei mestieri che un tempo si svolgevano nelle botteghe e nella case, per arrivare alla lavorazione lungo le strade della pietra e del ferro. I rioni del centro storico, nelle giornate di “fainas de ichinadu”, si trasformeranno in un tripudio di arti, colori, mestieri, profumi e suoni che nel passato animavano la quotidianità del paese di Cambosu. Verranno riproposti dal vivo i mestieri di un tempo. A cominciare dalla lavorazione dei cambali (sos cambales), per finire con l’intaglio dei ferro e il ricamo dei costumi, passando per la lavorazione del pane, dei dolci e della carne di maiale.

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