Acquistato il capannone dell’ex Queen
Macomer, aggiudicato a un gruppo di imprenditori: tra le ipotesi c’è anche l’apertura di un’officina per mezzi militari
MACOMER. Dopo diverse aste andate a vuoto, il complesso industriale del calzificio Queen è stato venduto. Non si sa con precisione nè il nome del compratore e neppure il prezzo di aggiudicazione, che probabilmente è inferiore a un milione di euro. La vendita del complesso industriale nato negli anni Novanta per iniziativa di un imprenditore di Gastel Goffredo, l’area del distretto della calzetteria italiana in provincia di Mantova, potrebbe essere uno dei segnali di ripresa che arrivano dall’area industriale di Tossilo, dove da poco un’altra azienda, l’Alimenta, ha raggiunto un accordo con un’azienda cinese che consentirà di espandere l’attività.
Il 6 ottobre del 2014 per la vendita del calzificio era stata bandita la prima asta col prezzo base di 5.216.800 euro. L’asta di aggiudicazione, che pare si sia conclusa alla fine dell’autunno, partiva da un prezzo base inferiore al milione di euro. In meno di due anni il prezzo di partenza si era ridotto di oltre cinque volte. Pare che a comprare sia stata una società alla quale fa capo un gruppo di imprese e che tra i compratori ci sia l’imprenditore di Cagliari Gualtiero Cualbu, capo del gruppo omonimo formato da diverse aziende, tre le quali l’Alimenta che opera a Tossilo. Nell’autunno del 2015 è stato venduto lo stabilimento ex Legler, un’altra azienda tessile che ha chiuso battenti circa dieci anni fa. L’ex fabbrica tessile è stata acquistata da un importante gruppo commerciale per adibirla a magazzino e centro di distribuzione delle merci nei punti vendita di tutta la Sardegna.
Sulla destinazione del complesso industriale dell’ex calzificio Queen circolano solo voci. Si parla di una ristrutturazione con ampliamento per destinarlo a centro per la manutenzione e la riparazione dei mezzi militari dei reparti e dei corpi che operano in Sardegna. Nell’isola non c’è una grande officina per la riparazioni dei mezzi militari, che pare vengano inviati nella penisola, dove esistono centri attrezzati. Lo stabilimento industriale si estende su una superficie coperta di circa 27.000 metri quadri. Veniva adibito alla produzione di calze e intimo e alle attività connesse a quella produttiva. A questa superficie si sommano altri 15.000 metri quadrati di piazzale e aree verdi. La localizzazione del complesso nel quale per oltre un decennio ha operato una grande azienda del settore della calzetteria e dell’intimo senza cuciture ben si presta ad accogliere un centro di questo tipo. L’ex fabbrica di calze è situata all’inizio a sud della zona industriale di Tossilo ed è lambita da un lato dalla ss. 131 e dall’altra dalla ex carlo Felice che collega il bivio di Borore a Macomer. È accessibile anche dall’interno della zona industriale. Dal punto di vista della viabilità è ben servita e la collocazione al centro della Sardegna agevola gli enti militari che potrebbero avvalersi dei servizi del centro di manutenzioni e riparazioni che, se le voci saranno confermate, dovrebbe aprire a Macomer. Un officina di questo tipo darebbe lavoro a manodopera altamente specializzata. Quantificare la ricaduta occupazionale in assenza di progetti e di informazioni certe è azzardato, ma è evidente che un centro per la manutenzione dei mezzi militari unico in Sardegna potrebbe dare lavoro a diverse persone.
La vendita dell’ex calzificio è stata salutata positivamente perché ridà vita a un complesso che altrimenti, come è accaduto per altri capannoni della zona industriale di Tossilo, tra i qual l’ex Texal, era destinato alla decadenza. Da Tossilo arriva anche un altro segnale di ripresa. Si tratta dell’accordo, concluso nei giorni scorsi, tra Alimenta srl del gruppo Cualbu e la Blue River Diary, importante gruppo cinese leader nel settore del latte per l’infanzia. Lo stabilimento del Marghine sarà rafforzato e rinnovato. L’obiettivo è quello di produrre direttamente in Sardegna latte per l’infanzia e lo stabilimento di Tossilo diventerebbe a quel punto il primo produttore europeo di latte di pecora per bambini. Se per l’Alimenta il gruppo Cualbu ha già delle certezze, si attendono ora i progetti per l’ex calzificio che in questi anni è stato svuotato delle macchine per produrre le calze e il filo impiegato nell’attività.
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