Allevatori pronti alla marcia su Cagliari
Assemblea della Coldiretti in vista della manifestazione davanti al palazzo del consiglio regionale
NUORO. Giornata di prove ieri in città per i pastori della Coldiretti, in previsione della manifestazione di protesta del 1 febbraio a Cagliari, davanti al palazzo del Consiglio regionale. Il tema è il prezzo del latte ovino, croce e delizia della categoria, a seconda delle annate e del mercato del formaggio. Ora sono tornati i tempi grammi, con il latte che nelle ultime contrattazioni con i trasformatori privati supera appena i 50 centesimi di euro al litro. Quotazioni che non potranno essere granché superiori – salvo casi singoli – neppure per chi è socio e versa il prodotto nelle cooperative, perché a loro volta si affidano nella vendita del pecorino romano agli industriali della trasformazione.
Una china da correggere è stata la sollecitazione agli iscritti, riuniti nella sala della parrocchiale San Giovanni Battista, da parte del presidente regionale Battista Cualbu e direttore Luca Saba.
Con loro a raccogliere le forze in vista della trasferta cagliaritana i dirigenti nuoresi dell’organizzazione, Simone Cualbu, presidente provinciale, e il direttore Alessandro Serra. Appoggio alla vertenza ieri anche dai sindaci di Siniscola, Ollolai, Oniferi e dagli amministratori comunali di Nuoro. Il presidente regionale Cualbu ha ribadito che il punto fondamentale è garantire un prezzo del latte che sia remunerativo: «In autunno abbiamo abbandonato il tavolo inter-professionale, aperto alla Regione, proprio perché qualcuno ha avuto la cattiva idea di dire che la questione non era all’ordine del giorno. Al tavolo ci torneremo, perché lo riteniamo strumento utile, per rimettere al centro questa e altre questioni della categoria». L’allevatore-sindacalista di Fonni spiega che il comparto ovino da per tutto sta meglio di quello sardo: «Nei giorni scorsi siamo stati in Corsica e lì il latte è retribuito a oltre un euro e 35 centesimi. Sono produzioni limitate, certo, ma ne acquistano anche dalla Sardegna, con compensi comunque superiori a quelli praticati da noi. Anche nella penisola si va dagli 80 centesimi all’euro». Le quotazioni del latte riflettono e spiegano anche i prezzi attuali del pecorino romano, dimezzatosi rispetto ai 10 euro al chilogrammo di un paio di anni fa. Cualbu non va però alla guerra dei trasformatori privati. Ma chiede e indica una strada che passa dentro la categoria degli allevatori: «Dobbiamo tornare a fare il nostro lavoro, a trovare le migliori soluzioni di produzione e vendita senza passare attraverso il filtro degli industriali, che fanno il loro mestiere». La Regione è l’interlocutore al quale il 1 febbraio si domanderanno risposte.
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