La Nuova Sardegna

Nuoro

I pastori barbaricini bocciano la Coldiretti

di Giovanni Melis

Il movimento non parteciperà alla manifestazione di oggi: «Per noi è un’iniziativa strumentale»

2 MINUTI DI LETTURA





DESULO. «Il movimento pastori sardi non parteciperà alla manifestazione di oggi 1° febbraio indetta dalla Coldiretti. Pur condividendone in parte alcune delle rivendicazioni, non aderiamo perché riteniamo l’iniziativa puramente strumentale, atta ad allontanare responsabilità». Il movimento pastori sardi prende le distanze dalla manifestazione organizzata da Coldiretti. Lo fa con uno post su Facebook, nel suo account ufficiale e con singoli comunicati delle sezioni della Barbagia Mandrolisai, di quella di Ollolai e delle sezioni di Sarule, Nuoro ed Orune. Il movimento pastori rimarca che «deciderà come e quando scendere in piazza in maniera determinata al fine di risolvere una volta per tutte antiche questioni che da sempre imprigionano il nostro settore e ne impediscono lo sviluppo». Andando sui problemi pratici si rimarca la necessità di trovare una alternativa all’oligopolio di poche aziende. «Occorre evidenziare come il prezzo del latte viene stabilito da un paio di aziende che inevitabilmente ne condizionano l’intera filiera. Riescono a imporre la loro strategia utilizzando come cavallo di battaglia il Pecorino romano diminuendone o aumentandone i quantitativi in base alle loro strategie commerciali e, quando queste vanno male, a pagarne il conto è il pastore. Dobbiamo adottare politiche per togliere o ridurre il giocattolo latte ai trasformatori privati e cooperative, obbligandoli a imparare a trasformare prodotti con più valore aggiunto». Uguale strategia di lotta deve essere adottata per il prezzo degli agnelli, quest’anno ai minimi storici». Le singole sezioni chiedono invece chiarezza alla Coldiretti. «È vero– si legge in una nota congiunta delle sezioni di Sarule, Nuoro ed Orune – che il mondo agrozootecnico sardo è stato preso in giro da sempre. Ma anche la Coldiretti in questo frangente deve assumersi le sue responsabilità. Mai la Coldiretti ha chiesto una pensione dignitosa per tutti gli operatori della campagna siano essi pastori o contadini , costretti a campare con 500 euro al mese. Così come è ora di discutere le questioni legate al prezzo del latte e non abbandonarsi alla demagogia spicciola. In particolare quella di coloro che vorrebbero un prezzo del latte fissato ad 80 centesimi. Basta operare un raffronto con il passato per capire che tale atteggiamento si rivela pericoloso perché crea una stima al ribasso». Dal versante del Gennargentu e Mandrolisai, gli allevatori di montagna chiedono invece uno specifico impegno per il risarcimento dei danni dati dal maltempo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative