Scontro in aula tra le perizie parole e suoni non collimano
NUORO. L’aula della Corte d’Assise ieri si è trasformata in una sala d’ascolto. Presidente, giudice a latere e giuria popolare muniti di cuffie, hanno potuto ascoltare alcune tracce delle...
NUORO. L’aula della Corte d’Assise ieri si è trasformata in una sala d’ascolto. Presidente, giudice a latere e giuria popolare muniti di cuffie, hanno potuto ascoltare alcune tracce delle intercettazioni telefoniche su cui è basato l’intero impianto accusatorio di questo processo. Parole trascritte dagli inquirenti nel corso delle indagini che spesso non coincidono o, non vengono affatto sentite dal consulente della difesa. Non solo: il rumore metallico che per gli investigatori potrebbe riferirsi al caricamento di un’arma, per il consulente Walter Marcialis era compatibile con il rumore provocato dal passante della porta di casa degli imputati. Quindi il passaggio relativo agli spostamenti di Alice Flore la mattina del delitto. Secondo l’accusa la donna, seguita attraverso il Gps, si ferma davanti a un casolare colmo di rifiuti per buttare le scarpe usate dal marito durante l’omicidio. Reperti che i carabinieri trovano dieci giorni dopo, in perfetto stato. Per la difesa, invece, Alice Flore si era fermata davanti all’edicola per acquistare il giornale.
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