La Nuova Sardegna

Nuoro

Richiamo on line al docente preside finisce a processo

di Valeria Gianoglio
Richiamo on line al docente preside finisce a processo

La Procura dispone la citazione diretta a giudizio per Innocenza Giannasi Per l’accusa quando guidava il Pira di Siniscola aveva diffamato un sindacalista

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NUORO. Secondo la Procura, che ne ha disposto la citazione diretta a giudizio, Innocenza Giannasi, attuale preside dell’Ipsia di Nuoro ma all’epoca dei fatti dirigente del liceo Pira di Siniscola, il 15 marzo del 2014 si era macchiata del reato di diffamazione nei confronti di un insegnante della scuola nonché esponente delle rappresentanze sindacali unitarie. E lo aveva commesso pubblicando sull’albo pretorio on line dell’istituto un comunicato che di fatto, per la Procura, costituiva un richiamo all’ordine per diversi insegnanti accusati di fare “inutile allarmismo” sulla presunta soppressione della dirigenza del Pira, e in particolare per il rappresentante sindacale in questione: Tonino Iozza. Ne aveva «offeso la reputazione», scrive il procuratore Andrea Garau nel decreto di citazione diretta a giudizio della preside.

Perché, scrive ancora la Procura, Innocenza Giannasi aveva pubblicato «sull’albo pretorio informatico dell’istituto d’istruzione superiore Pira di Siniscola un comunicato con oggetto “Inutile allarmismo sulla presunta soppressione dell’ufficio di dirigenza dell’Iis Pira di Siniscola. Invito a comportamenti leali e corretti”, indirizzando il documento a una pluralità di persone tra cui anche il professor Iozza Antonino, scrivendo nella parte terminale del suddetto comunicato “si invita la Rsu a rispettare i limiti del proprio mandato istituzionale, e a comunicare in modo leale e corretto con il dirigente scolastico”».

Quel richiamo, quell’invito a comunicare “in modo leale e corretto”, di fatto, secondo l’accusa, costituiva una diffamazione: aveva offeso la reputazione del docente Tonino Iozza. Il comunicato on line, infatti, era visibile da chiunque si fosse collegato al sito internet del liceo Pira: tant’è che gli stessi studenti dell’istituto lo avevano letto e ne avevano informato il docente. Per non parlare, poi, dei tanti colleghi di Iozza che lo avevano chiamato al telefono per chiedergli «Tonì, ma che caspita hai combinato nella tua scuola, ché ho letto di un richiamo da parte della preside?». Tonino Iozza, che alla professione di insegnante coniuga anche quella di avvocato penalista, in quei giorni complicati non aveva perso comunque tempo: aveva presentato una denuncia raccontando tutto e spiegando di essersi sentito offeso e diffamato. Il richiamo sull’albo pretorio on line della scuola, pubblicato dalla preside, era arrivato nel bel mezzo di una fase particolare, per il liceo Pira. In quei giorni del marzo 2014, infatti, il liceo di Dorgali, fino ad allora dipendente dalla presidenza del Pira di Siniscola, si stava staccando dal centro baroniese per entrare a far parte di un’altra autonomia scolastica. Gli insegnanti, e in particolare i rappresentanti sindacali come Tonino Iozza, ne discutevano e avevano anche chiesto alla preside Giannasi di promuovere un incontro con la Provincia per capire come si sarebbe evoluta la vicenda.

La dirigente scolastica, tuttavia, aveva deciso di pubblicare sull’albo pretorio on line del liceo un comunicato di richiamo per alcuni docenti che aveva come oggetto “Inutile allarmismo sulla presunta soppressione dell’ufficio di dirigenza dell’Iis Pira di Siniscola”. Un comunicato che alla fine le è costato una citazione diretta a giudizio con l’accusa di diffamazione. Il processo è stato aperto in questi giorni davanti al giudice monocratico Teresa Castagna: entrerà nel vivo in autunno. Il docente Iozza si è costituito parte civile: è rappresentato dall’avvocato Franco Soggiu.

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