A rischio l’estrazione del sughero
Il sindaco Deserra: è una tra le principali fonti di ricavo, va salvata
ORUNE. Da un esame non ancora del tutto completato risulta che i danni causati dagli ultimi eventi calamitosi sono da registrarsi a carico del patrimonio boschivo e della viabilità rurale. «Nel dettaglio, gli ettari di bosco dell'agro di Orune interessati dalla catastrofe, perché è di questo si tratta –ha dichiarato il sindaco Michele Deserra – sono tra pubblico e privato circa quattromila, ai quali bisogna poi aggiungere gran parte della viabilità rurale, già fortemente compromessa nel 2013 da Cleopatra e oggi ulteriormente danneggiata».
Ad Orune si è assistito poi ad un evento che si verifica molto raramente durante le nevicate: i fulmini. Sono stati numerosissimi e tra i tanti danni che hanno causato uno particolarmente forte ha messo fuori uso la centralina del riscaldamento della palestra dell’edificio scolastico.
Per l’amministrazione comunale le priorità adesso sono costituite principalmente dalla delicata situazione del patrimonio boschivo, e delle sugherete in particolare; riattivare cioè quelle misure che consentano di salvaguardarne la produzione, facendo in modo che le piante danneggiate possano riprendere al più presto la funzionalità produttiva.
«Non dimentichiamoci che la principale fonte di ricavo del comune di Orune è la vendita del sughero – ha aggiunto Deserra – Per noi è una risorsa fondamentale, una delle voci più importanti del Bilancio, e non vorremmo che al danno subìto si aggiungesse la beffa di un’ingente perdita economica».
Risanare la percorribilità rurale è un altro dei punti sensibili al quale l'amministrazione presta molta attenzione.
Questo per consentire l’antropizzazione delle campagne e rendere agevole l'accesso alle numerose aziende agropastorali, ma anche perchè l’estate è più vicina di quanto possa sembrare e, con essa, il rischio incendi.
Per non perdere tempo e portarsi avanti con il lavoro l’amministrazione comunale sta già provvedendo, per proprio conto, alla raccolta delle ramaglie sparse per tutto il territorio comunale. (p.f.)
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