L’idea del Comune: Atzara diventa un paese vigneto

La scommessa ambiziosa del sindaco Alessandro Corona Un progetto di arredo urbano a costo zero ed ecosostenibile

ATZARA. «Vorremo un paese vigneto, che offra l’immagine della vocazione viticola del paese. Che racconti la storia di fatiche di chi vive per la vigna; l’alzarsi presto, studiare il tempo per le cure colturali, arare e dissodare i terreni comprendendo la tempra della terra, essere tempestivi con i medicamenti naturali per evitare le epidemie e infine vinificare come da tradizione». È un viaggio nella poesia della viticoltura, l’ultimo progetto del comune di Atzara che con la “vigna in comune” ieri ha iniziato le operazioni per trasformare il paese in autentico vigneto. Una scommessa ambiziosa quella del sindaco Alessandro Corona e dei volontari che hanno messo a dimora circa centoventi ceppi di vitigno tipico del Mandrolisai, in tutti gli angoli del paese. Un progetto di arredo urbano a costo zero ed ecosostenibile che, una volta attecchito, muterà l’aspetto del paese. Le operazioni sono durate per tutta la mattinata di ieri. Sono stati individuati dei luoghi simbolo per collocare la vite, negli angoli più caratteristici del paese, lungo il corso principale e in periferia. Un lavoro certosino che proseguirà anche nei prossimi giorni.

«L’idea – spiega il sindaco Corona – è quella di rendere il paese a misura di appassionato di vino. Un modo per vivere immersi nel ciclo produttivo partendo dalla base. L’alberello di vite a fianco a casa, vicino alle cantine e ai profumi della vinificazione».

Una prossima idea sarà quella di riscoprire su Luo, il vigneto a pianta alta che adornava le abitazioni e i cortili.

«È un’altra scommessa che vorremo giocare – aggiunge il primo cittadino – visto che is luos adornavano le vecchie case di Atzara, dando una immagine particolare a edifici, cortili e loggiati. Un mondo antico che è stato inopinatamente cancellato e che ora ritorna di stretta attualità. Auspico nell’aiuto dei vecchi viticoltori per il recupero dei segreti di questa coltivazione che darebbe un ulteriore tocco di storia al paese». Il percorso della vigna in comune passa anche attraverso il recupero del vecchio vitigno. L’amministrazione ha infatti istituito un registro per i vigneti e per il vitigno storico del Mandrolisai. L’obiettivo è quello di proteggere e tutelare i cultivar storici, anche per dare una forte caratterizzazione territoriale al vino locale. «Il registro dei vigneti- conclude Corona – è un passo importante verso la tavolarizzazione del vitigno atzarese e del territorio. I passi successivi saranno quelli di ricerca e individuazione del vitigno tipo e la consequenziale promozione. Il tutto in una ottica di territorio e rendendo il disciplinare del Mandrolisai un punto di riferimento per i produttori e il suo vino una certezza agroalimentare per i consumatori».

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