«Ostello chiuso? La colpa è del Comune»
Gianluca Cacciotto (Alternatura): «Una vergogna, è da tre anni che aspettiamo l’allaccio idrico»
NUORO. Continua la polemica sull’ostello di Farcana, una struttura costata più di un milione di euro e mai aperta, nonostante siano passati 27 anni dall’inizio dei lavori. «Uno spreco di denaro pubblico – protesta il consigliere d’opposizione Pierluigi Saiu – L’amministrazione Soddu, invece di cercare di risolvere il problema, fa il gioco dello scaricabile. L’assessore ai Lavori pubblici Antonio Belloi dice che la colpa non è sua. E allora che facciamo?». Anche la cooperativa che nel 2015 ha ottenuto la gestione dell’ostello, Alternatura, punta il dito contro l’assessore. «È sconcertante che Belloi ci accusi di immobilismo. Se l’ostello è ancora chiuso la colpa è sua e di una macchina amministrativa lenta e inadeguata – ribatte il presidente della cooperativa Gianluca Cacciotto – Da tre anni stiamo aspettando l’allaccio dell’acqua». Continua Cacciotto: «L’assessore Belloi ci aveva suggerito due anni fa di fare un allaccio provvisorio alla piscina, a nostre spese naturalmente. Ci aveva assicurato che si sarebbe trattato di un intervento tampone dal momento che lui si sarebbe adoperato per garantire l’allaccio definitivo in tempi brevissimi. Invece, dopo tre anni, l’ostello è ancora chiuso perché non c’è l’acqua. Qualcuno può spiegare all’assessore Belloi che stiamo parlando di aprire un ostello al pubblico per 20 anni e non un cantiere per qualche settimana?». Per Cacciotto l’assessore non capisce o fa finta di non capire. «Qualche giorno fa ci ha riproposto la stessa soluzione, una assurdità. L’allaccio non sarebbe sufficiente per noi e per la piscina». E che dire delle accuse dell’assessore Belloi rivolte alla cooperativa per non aver ancora installato un impianto di videosorveglianza, così da proteggere l’ostello dai vandali? «Per installare le telecamere di videosorveglianza ci vogliono almeno 10mila euro – risponde Cacciotto – Perché dovremmo affrontare una spesa simile? Belloi vorrebbe fare l’imprenditore coi soldi degli altri». Per Caciotto «i soci della cooperativa sono disposti a rischiare, anzi lo stiamo già facendo dal momento che tra qualche mese inizieremo a pagare le rate del mutuo di 160mila, acceso proprio per ristrutturare e aprire, finalmente, l’ostello». Ora la palla passa al Comune. «In ballo ci sono dieci posti posti di lavoro che sono bloccati proprio per colpa dell’amministrazione». (g.z.)
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