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Nuoro, conti in rosso al Comune. Il sindaco attacca il governo: «Ridateci i soldi scippati»

di Gianna Zazzara
Nuoro, conti in rosso al Comune. Il sindaco attacca il governo: «Ridateci i soldi scippati»

Ingiunzione del primo cittadino Andrea Soddu per recuperare 1,8 milioni di euro tagliati dallo Stato con la spending review del 2012

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NUORO. Soffocato dai debiti, il comune di Nuoro va a caccia di denaro. I primi a farne le spese sono i ministeri dell’Interno e dell’Economia. Due giorni fa l’ufficiale della riscossione del Comune, Marco Orrù, ha notificato ai dicasteri di via XX Settembre e di piazza del Viminale, a Roma, un’ingiunzione di pagamento, ai sensi di un decreto del 1910 del re Vittorio Emanuele III, del valore di 1 milione e 800mila euro circa. Soldi che erano stati “scippati” dall’allora presidente del Consiglio Mario Monti con la famosa “spending review” del 2012, bocciata l’anno scorso dalla Corte Costituzionale. Per i giudici quella sforbiciata alla spesa pubblica, decisa dal governo Monti con decreto legge – tagli che colpirono pesantemente anche i comuni – era incostituzionale. «Quei soldi ci sono stati tolti in modo illegittimo e il governo ce li deve restituire», protesta il sindaco Andrea Soddu.

I due ministeri dovranno pagare entro 30 giorni dalla notifica dell’ingiunzione. «Altrimenti – avverte il sindaco – agiremo per l’esecuzione». Quindi, se lo Stato continuerà ad ignorare le richieste del comune barbaricino, il sindaco procederà al pignoramento dei beni oppure dei conti correnti dei ministeri chiamati in causa. «Non si tratta di un salto nel vuoto – spiega Soddu – Stiamo semplicemente chiedendo al Governo, con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, il rispetto di una sentenza della Corte Costituzionale».

È la prima volta che un Comune agisce contro lo Stato. Un’iniziativa che potrebbe essere emulata anche da tutti gli altri ottomila comuni italiani, alle prese con bilanci sempre più in rosso in seguito ai tagli dei trasferimenti effettuati da parte dello Stato. «Tagli pesantissimi – ricorda il sindaco – Dal 2009 al 2014 i comuni hanno perso in totale 31 miliardi di euro. In questo modo è impossibile amministrare e, soprattutto, si mettono a rischio i servizi essenziali per i cittadini. Dove vuole arrivare lo Stato? Vuole costringerci a restituire la fascia tricolore?». No. Andrea Soddu, avvocato come il padre Giannetto, segretario della Federazione Giovani Comunisti negli anni ’50, non lo farà mai. «Lotterò in tutti i modi per garantire un futuro alla mia città. Nulla di personale coi ministri Marco Minniti e Pier Carlo Padoan – scherza – Il Comune ha un credito con lo Stato dal momento che la Corte Costituzionale ha giudicato illegittima la spending review del 2012, e deve onorare il suo debito. Quei soldi servono per garantire la sopravvivenza dell’ente e per assicurare i servizi ai cittadini, soprattutto in una situazione così difficile dal punto di vista economico». Soddu, poi, ne fa anche una questione di principio. «Lo Stato deve capire che le autonomie locali sono il fulcro della democrazia. Sono i sindaci ogni giorno a incontrare i cittadini, ad ascoltare i loro problemi e cercare di risolverli. Per questo ho deciso questa azione forte nei confronti del Governo, d’accordo con tutta la giunta». Il 26 gennaio la giunta comunale ha autorizzato il sindaco a presentare istanza ai ministeri dell’Economia e dell’Interno per il rimborso delle somme tagliate con la “spending review”. «La richiesta è stata fatta dal Comune il 3 febbraio ma, ovviamente, non ci hanno degnato di alcuna risposta». Il sindaco però non si è arreso e ha deciso di passare dalle parole ai fatti. «Due giorni fa l’ufficiale di riscossione ha notificato l’ingiunzione di pagamento, una sorta di cartella esattoriale, ai due dicasteri per ottenere quanto ci spetta. Quei soldi sono soldi dei cittadini nuoresi ed è giusto che tornino nelle casse del Comune». E non è finita qui. Nei prossimi giorni sarà messo in mora anche il ministero della Giustizia. Il Comune, infatti, anticipa le spese per il riscaldamento del Tribunale di Nuoro. «Ci devono ancora 3 milioni di euro». Una corsa affannosa per cercare di mettere una toppa a un debito che è arrivato a 50 milioni di euro. Per ripagarlo il Comune si è indebitato fino al 2037.

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