Siniscola, pescatori sul piede di guerra
Pronti a manifestare a Cagliari davanti alla Regione: «Si faccia qualcosa contro i delfini»
SINISCOLA. Pronti a manifestare a Cagliari davanti alla sede dell’assessorato all’agricoltura. Gli operatori della piccola pesca del Nord Sardegna sono sul piede di guerra perchè trovano sempre meno pesci nelle reti a causa della presenza di branchi di delfini. All’impoverimento delle risorse marine, si aggiunge il problema dei cetacei che numerosissimi in questo periodo, stanno facendo man bassa tra le reti degli operatori della piccola pesca artigianale.
Da La Caletta a Santa Teresa sino a Castelsardo, monta la protesta perchè dalla Regione non sono ancora partiti i progetti per usufruire degli aiuti comunitari che permetterebbero l’acquisto di dissuasori per tenere lontani i cetacei dalle reti. «Siamo disperati perché ad ogni uscita a mare stiamo verificando consistenti danni alle nostre attrezzature – dice Francesco Loi , operatore della piccola pesca e armatore della motonave Pellicano, nonchè rappresentante sindacale della Cigl – Noi non abbiamo nulla contro i delfini, ma ci devono mettere nella condizione di poterci difendere dalla loro voracità. La Regione si preoccupa della presenza dei cormorani che invadono gli stagni – aggiunge – e non fa nulla per agevolare il nostro lavoro».
Nessuno dei pescatori vuole certo aprire la caccia ai delfini ma si chiede che l’assessorato all’agricoltura che si occupa anche del settore pesca, metta in bilancio una somma destinata a pagare le spese per sistemare le reti e che attraverso la Comunità Europea, come succede in altre nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, si possano avviare dei progetti per l’acquisto dei dissuasori.
Si tratta di particolari apparecchi che emettono ultrasuoni che tengono a distanza i predatori. Pescatori disperati quindi, per l’alto numero di voraci delfini, che si accaniscono sulle reti e che sempre più spesso, si spingono fin dentro al porto. «Sono diventato oramai una calamità – continua Loi – l’intera categoria, sta subendo danni enormi alle attrezzature ma a Cagliari sembra che il problema non interessi nessuno. Per portarsi via il pesce, i delfini strappano le maglie rendendo inutilizzabili le reti e provocando grossi danni. Non vogliamo assistenza ma un intervento mirato al rimborso dei danni, la nostra categoria, opera una pesca selettiva ed è quella che più tutela l’importante risorsa marina. Se la Regione non interviene tanti di noi dovranno cambiare mestiere e in pescheria, troveremo solo pesce d’allevamento». (s.s.)
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