Il sindaco di Lanusei contro «lo scippo del maxi processo»
LANUSEI. Si allarga il fronte della protesta contro lo scippo del maxi processo. «Le udienze – tuona il sindaco di Lanusei Davide Ferreli – devo tenersi a Lanusei. Mi sembra paradossale che le...
LANUSEI. Si allarga il fronte della protesta contro lo scippo del maxi processo. «Le udienze – tuona il sindaco di Lanusei Davide Ferreli – devo tenersi a Lanusei. Mi sembra paradossale che le obiezioni formulate di chi deve decidere e cioè il Dipartimento di giustizia e Procura generale vengano motivate con problemi di spazi angusti e sicurezza, quando la sicurezza dipende da loro». Ferreli ricorda che in Procura generale da sette anni è fermo un progetto per l’installazione di metal detector nel palazzo di Giustizia di Lanusei. «Chiaramente – incalza il primo cittadino – non compete al sindaco prendere queste decisioni ma è sua competenza difendere il territorio da uno scippo. Nel momento in cui il palazzo non è idoneo e non si accettano soluzioni alternative, allora occorre intervenire in modo duraturo sul tribunale. Ricordiamoci che il primo processo per mafia in Sardegna si è tenuto a Lanusei».
Il sindaco parla apertamente di presa in giro. «Aggiungo – conclude – che il territorio è stanco di sentirsi derubato e non vorrei che le curve fossero un pretesto per la poca volontà dei magistrati». (g.f.)
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