La Nuova Sardegna

Nuoro

Maxi evasione fiscale, il "Re" delle discoteche Mario Mele non si presenta al processo

di Valeria Gianoglio
Mario Mele preso in consegna dalla guardia di finanza a Fiumicino
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Mario Mele preso in consegna dalla guardia di finanza a Fiumicino

L’imprenditore estradato dal Kenya rinuncia a comparire all’udienza. Sarà trasferito a Badu ’e Carros entro Pasqua

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NUORO. La Procura lo vuole riportare a Nuoro il prima possibile, e a quanto pare riuscirà nell’impresa prima di Pasqua. Entro la prossima settimana, dunque, l’imprenditore nuorese e “re” delle discoteche, Mario Mele, arrestato nei giorni scorsi in Kenya e poi estradato in Italia dove dal 2013 lo attendeva un ordine di custodia cautelare per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a una maxi evasione fiscale, tornerà nel capoluogo barbaricino. Venerdì mattina, il processo che lo vede tra gli imputati, insieme ad altri sei imprenditori e professionisti del Nuorese e della Gallura, si è celebrato in sua assenza. «Mario Mele, detenuto, rinunciante a comparire», ha precisato, infatti, all’inizio dell’udienza il presidente del collegio giudicante, Giorgio Cannas.

Subito dopo, l’avvocato di Mele, Giovanni Azzena, è intervenuto per fare una richiesta ai giudici. «Intervengo – ha spiegato il legale – per premettere che solo ieri ho saputo che il mio assistito Mele è stato trasferito nel carcere di Civitavecchia. Ma purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di parlarci, né lui ha avuto la possibilità di vedere gli atti dell’inchiesta che lo riguardano. Sappiamo che Mele a breve verrà trasferito a Badu ’e Carros, per questo chiedo un breve rinvio di questa udienza, in modo che non appena verrà trasferito potrò fargli vedere gli atti che lo riguardano».

«Chiedo il rigetto di questa richiesta», ha detto invece il pubblico ministero Andrea Ghironi. E il collegio giudicante ha concordato con la pubblica accusa: «Il tribunale, visto che Mele era latitante per sua scelta, rigetta la richiesta della difesa e dispone il procedersi oltre». E così, dunque, il processo per evasione fiscale che vede anche l’imprenditore nuorese a giudizio ieri ha toccato una nuova tappa: l’audizione, come testimone, di uno dei marescialli della Guardia di finanza di Nuoro che nel 2011 avevano seguito le indagini approdate poi nei sette rinvii a giudizio per associazione a delinquere finalizzata a una maxi evasione fiscale. Per i difensori – oltre a Giovanni Azzena, nello stesso processo ci sono gli avvocati Franco Luigi Satta, Gabriele Satta, Giuseppe Mocci, Jacopo Merlini Rinaldo Lai e Antonello Cao – non ci sarebbe stata alcuna evasione fiscale. Di diverso avviso, ovviamente, sono la Procura e la Finanza che aveva eseguito le indagini. «Tutto ha avuto inizio nel 2011 con l’avvio dI una verifica fiscale nei confronti di una società intestata anche a Mario Mele – ha spiegato ieri in udienza un maresciallo del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza nuorese – e abbiamo scoperto che per diversi anni erano state presentate dichiarazioni dei redditi senza dati fiscali». Il processo riprenderà a metà maggio.

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