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Nuoro

Il questore: «La sicurezza è un diritto irrinunciabile»

di Valeria Gianoglio
Il questore: «La sicurezza è un diritto irrinunciabile»

Il discorso di Massimo Colucci al 165esimo anniversario della polizia di Stato Ospite speciale, il poliziotto più longevo: Mario Congiu, 100 anni a maggio

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NUORO. Alle sue spalle, sullo schermo, la scritta “Esserci sempre”, scelta come slogan per celebrare 165 anni di storia, tutt’intorno, gli uomini schierati in alta uniforme, e davanti, seduto in mezzo agli ospiti e alle autorità del mondo politico e istituzionale, il più longevo poliziotto di Nuoro e provincia: Mario Congiu. Partigiano con il nome di battaglia “Tris”, arruolato in polizia nel lontano ’45, cento anni da compiere il prossimo 7 maggio, sempre con il grande orgoglio di indossare la divisa della polizia. C’è la storia del presente ma anche il ricordo ben saldo del passato, nel discorso che il questore di Nuoro, Massimo Colucci, ieri ha pronunciato dal palco del museo etnografico di via Mereu per il 165esimo anniversario della polizia di Stato. «Grazie di cuore – dice, infatti, rivolto a Mario Congiu – il tuo senso di appartenenza e la tua presenza ci onorano e ci emozionano».

Ma al di là dei sentimenti e delle emozioni, nel suo discorso, il questore Colucci traccia anche un piccolo bilancio del suo quasi-anno da numero uno della polizia in provincia di Nuoro e punta molto sulla parola “sicurezza” e sul bisogno di diffondere una vera cultura della legalità tra i giovani.

«Non è trascorso un anno – dice – da quando ho assunto l'incarico di Questore della provincia di Nuoro: da subito mi sono trovato a confrontarmi con una comunità laboriosa, dinamica, che, seppure fiera del suo territorio e delle sue tradizioni, non manca di aprirsi ad ogni tipo di novità o innovazione che la società moderna propone di continuo, riuscendo a stare al passo con i tempi, a coniugare quella forte tradizione con l'imprescindibile modernità. A questa comunità abbiamo il dovere di assicurare un diritto irrinunciabile di cui ciascuno di noi deve poter godere: quello di sentirsi sicuro nella sua esistenza quotidiana, quello di vivere nella propria città, nel proprio paese, nel luogo di lavoro, nella propria abitazione, sentendosi libero e protetto. E dobbiamo essere in grado di garantire lo stesso livello di sicurezza nei confronti di tutti: a ciascun cittadino, ai rappresentanti di enti privati, agli amministratori di enti pubblici, in particolare ai sindaci, ai consiglieri, agli assessori dei nostri comuni, i quali devono poter esercitare il mandato conferitogli dai cittadini, liberamente, senza alcun illecito condizionamento o intimidazione. Anche da questo si misura il livello di civiltà di un Paese ed è in questa direzione che, vi assicuro, rivolgerò il massimo impegno».

Ma il questore, nel suo discorso pronunciato ieri al museo etnografico di via Mereu, ricorda anche «per poter prevenire e contrastare ogni comportamento che possa frapporsi all’esercizio di tale diritto occorre, in primo luogo, uno sforzo sinergico di tutti i soggetti coinvolti, di ogni singolo cittadino, di cui dovrà essere ancora più stimolata la collaborazione, che non mancherà, ne sono sicuro». Il questore Colucci ha ricordato anche che nell’ultimo anno tra Nuoro e provincia «si è avuto un calo di episodi intimidatori mediante attentati dinamitardi», ma si registra anche la diminuzione dei danneggiamenti e dei furti in casa, mentre sono aumentate le rapine, anche se non di grande spessore.

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