«Ritiratevi dalla gara o vi facciamo fuori»
Minacce di morte per convincere le aziende concorrenti a ritirarsi dalle gare d’appalto. Il gip: «Un quadro allarmante»
NUORO. «Bisogna andare a vivere a Napoli...c...o». Era questo il sogno di Giovanni Firinu, dipendente della Ecoservice, la società di raccolta e smaltimento dei rifiuti di Santu Lussurgiu che, con la complicità di un affiliato a un clan camorristico, aveva messo su un’associazione di stampo mafioso per accapararsi le gare d’appalto dei rifiuti bandite dai comuni dell’Oristanese e del Cagliaritano. Un vero deus ex machina che, nonostante un curriculum criminale di tutto rispetto (condanne per detenzione illegale di armi, lesioni, omicidio colposo, furto, ricettazione, attività di gestione dei rifiuti non autorizzata) e una pena accessoria inflitta dalla procura di Oristano (l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni) continuava a frequentare i municipi e gli amministratori dell’isola, convincendoli a confezionare bandi su misura per la Ecoservice, la società della moglie, Francesca Piras. Sempre Firinu sarebbe il mandante dei numerosi attentati incendiari che, negli ultimi anni, hanno seminato il terrore nel Nuorese. Attentati contro le aziende concorrenti, per convincerle a non partecipare alle gare.
Tutto comincia nel 2010 quando vengono incendiati i mezzi di lavoro della ditta Redento Poddie di Tonara, che gestisce la raccolta dei rifiuti a Torpè e in altri comuni della Baronia. Poi altri attentati a Paulilatino, a Buddusò, a Santu Lussurgiu. Incendi su commissione quindi, e, sullo sfondo, il racket del settore. Da qui sono partiti i militari della compagnia di Tonara, guidati dal capitano Andrea Di Nocera. Anni e anni di indagini, di intercettazioni telefoniche e ambientali, di pedinamenti, fino a quando la direzione distrettuale antimafia di Cagliari è riuscita a identificare i componenti della banda e a ricostruire un quadro definito dal gip Giampalo Casula «allarmante». Ieri Firinu è finito in carcere con l’accusa di associazione di stampo mafioso, mentre per altri due componenti del sodalizio criminale, Massimo Settefonti e il campano Giuseppe Amato, il giudice ha disposto i domiciliari. Obbligo di dimora, infine, per Franca Pani, di Macomer (responsabile tecnico della Ecoservice) e Gonario Moro, di Oniferi. Uomini e donne disposti a tutto pur di aggiudicarsi i lucrosi appalti dei rifiuti. Tra loro anche Gonario Moro, 40 anni, titolare col padre Mario, della ditta Moro, di Oniferi. I due, secondo l’accusa, sarebbero gli esecutori materiali di due attentati incendiari nel 2014 contro la ditta concorrente Econord, a Buddusò e Barumini. Tutto sarebbe partito da una gara d’ appalto bandita dal comune di Oniferi, persa dai Moro e vinta invece proprio dalla Econord. «Vere e proprie operazioni punitive», secondo il gip. «I Moro all’Econord non gliela faranno passare liscia», si vantava al telefono Firinu.
Sarebbe invece proprio Giovanni Firinu l’autore del grave attentato messo a segno nel novembre del 2015, a Tonara, in via Dante, in pieno centro. Un episodio che scosse tutta la comunità. La banda aveva deciso di intimidire una dipendente della ditta Poddie piazzando un ordigno ad alto potenziale vicino all’abitazione della donna che distrusse molte autovetture parcheggiate sulla strada. In quel caso la lotta era per un appalto bandito dal comune di Baratili San Pietro. Dopo l’attentato Poddie si ritirò dalla gara lasciando il campo libero alla Ecoservice di Firinu e della moglie. Chi invece non lo fece subì minacce e intimidazioni. «Se non vi ritirate dalla gara vi faccio fuori», li minacciava Firinu. (g.z.)
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