La Camera di commercio va con Sassari: è rivolta
L’ente sta per perdere autonomia e diventare una sede staccata Protesta di Confindustria. Per il sindaco Soddu è una decisione irresponsabile
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NUORO. Sembrava una remota possibilità, ma invece si appresta a diventare realtà entro poco tempo: Nuoro perderà la sua storica Camera di Commercio, sulla base del piano di riorganizzazione presentato nei giorni scorsi da Unioncamere che prevede due sole Camere in tutta la Sardegna, accorpando Nuoro con Sassari e Oristano con Cagliari. Questo non significa che la città perderà la propria istituzione in piazza Indipendenza, ma che la sede legale sarà a Sassari, e Nuoro perderà la propria autonomia organizzativa. Risulterebbero dunque a rischio tutte le attività gestite e organizzate direttamente dalla Camera di commercio nuorese, in primis quelle di animazione territoriale (Autunno in Barbagia, Distretto culturale del Nuorese, Primavera nel cuore della Sardegna, Cuore della Sardegna, Arkeosardinia) e il Fablab Make in Nuoro, come sottolinea il presidente Agostino Cicalò.
Immediata la protesta e le reazioni istituzionali nel tentativo di scongiurare l’accorpamento. Per cominciare, per lunedì 29 maggio (alle 10) è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio della Camera di Commercio con all'ordine del giorno proprio l’esame della proposta di Unioncamere. Si muovono anche le associazioni di categoria, tra le quali primeggia la Confindustria Nuoro e Ogliastra con il suo presidente Roberto Bornioli. «È assolutamente necessaria una mobilitazione unitaria del territorio - dice Bornioli - e il coinvolgimento della politica a tutti i livelli per salvaguardare l’autonomia dell’ente camerale nuorese che ha tutti i requisiti per poter continuare a svolgere in autonomia la propria attività di sostegno e di rappresentanza a favore del tessuto economico nuorese e ogliastrino. La proposta di fusione presentata nei giorni scorsi da Unioncamere è inaccettabile e va contrastata con una battaglia a tutto campo che coinvolga tutte le forze economiche, politiche, sociali e istituzionali del territorio per la difesa dell’autonomia e delle specificità dell’ente camerale nuorese».
L’allarme per l’accorpamento era stato lanciato dal consigliere regionale Luigi Crisponi, che ha presentato un’interrogazione al presidente Pigliaru. «Rifiutiamo l'idea - dice Crisponi - che l'inutile cura dimagrante imposta alle Camere dal decreto possa espropriare il tessuto economico del Nuorese delle proprie risorse e della propria autonomia. Sarebbe un colpo di scure in un territorio mortificato dai tagli insensati agli uffici pubblici senza che si tengano in debito conto i bilanci virtuosi dell'ente nuorese e le deroghe previste dalla Legge delega che assicurava continuità a enti camerali in territori montani e carenti di infrastrutture».
Intervengono i vice presidenti di Confcommercio Nuoro Ogliastra, Nadia Secchi e Roberto Melis, che parlano di una scelta motivata da «un criterio banalmente ragioneristico senza andare ad approfondire criteri di efficienza, come ad esempio un bilancio in equilibrio e il controllo della spesa, o di efficacia che vada a misurare le cose fatte e il contributo dato al territorio, al sistema delle imprese e dei lavoratori».
Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu aveva criticato l’accorpamento appena si era palesato: «È chiaro che a Roma non vi è sensibilità verso le esigenze reali dei territori, in particolare verso quelli periferici come il nostro». Secondo Soddu inoltre il Nuorese aveva diritto a mantenere la Camera di commercio in base alla sua specificità: «La legge prevede una deroga per le province montane di territori insulari che risultino privi di adeguati collegamenti stradali e ferroviari. Infine, non capisco perché si voglia chiudere un ente che non incide sul bilancio dello Stato, è sano finanziariamente e al contrario produce reddito in uno dei territori più poveri d’Italia. Il Comune si opporrà in ogni modo», conclude Soddu.
Immediata la protesta e le reazioni istituzionali nel tentativo di scongiurare l’accorpamento. Per cominciare, per lunedì 29 maggio (alle 10) è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio della Camera di Commercio con all'ordine del giorno proprio l’esame della proposta di Unioncamere. Si muovono anche le associazioni di categoria, tra le quali primeggia la Confindustria Nuoro e Ogliastra con il suo presidente Roberto Bornioli. «È assolutamente necessaria una mobilitazione unitaria del territorio - dice Bornioli - e il coinvolgimento della politica a tutti i livelli per salvaguardare l’autonomia dell’ente camerale nuorese che ha tutti i requisiti per poter continuare a svolgere in autonomia la propria attività di sostegno e di rappresentanza a favore del tessuto economico nuorese e ogliastrino. La proposta di fusione presentata nei giorni scorsi da Unioncamere è inaccettabile e va contrastata con una battaglia a tutto campo che coinvolga tutte le forze economiche, politiche, sociali e istituzionali del territorio per la difesa dell’autonomia e delle specificità dell’ente camerale nuorese».
L’allarme per l’accorpamento era stato lanciato dal consigliere regionale Luigi Crisponi, che ha presentato un’interrogazione al presidente Pigliaru. «Rifiutiamo l'idea - dice Crisponi - che l'inutile cura dimagrante imposta alle Camere dal decreto possa espropriare il tessuto economico del Nuorese delle proprie risorse e della propria autonomia. Sarebbe un colpo di scure in un territorio mortificato dai tagli insensati agli uffici pubblici senza che si tengano in debito conto i bilanci virtuosi dell'ente nuorese e le deroghe previste dalla Legge delega che assicurava continuità a enti camerali in territori montani e carenti di infrastrutture».
Intervengono i vice presidenti di Confcommercio Nuoro Ogliastra, Nadia Secchi e Roberto Melis, che parlano di una scelta motivata da «un criterio banalmente ragioneristico senza andare ad approfondire criteri di efficienza, come ad esempio un bilancio in equilibrio e il controllo della spesa, o di efficacia che vada a misurare le cose fatte e il contributo dato al territorio, al sistema delle imprese e dei lavoratori».
Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu aveva criticato l’accorpamento appena si era palesato: «È chiaro che a Roma non vi è sensibilità verso le esigenze reali dei territori, in particolare verso quelli periferici come il nostro». Secondo Soddu inoltre il Nuorese aveva diritto a mantenere la Camera di commercio in base alla sua specificità: «La legge prevede una deroga per le province montane di territori insulari che risultino privi di adeguati collegamenti stradali e ferroviari. Infine, non capisco perché si voglia chiudere un ente che non incide sul bilancio dello Stato, è sano finanziariamente e al contrario produce reddito in uno dei territori più poveri d’Italia. Il Comune si opporrà in ogni modo», conclude Soddu.
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