Programmazione territoriale, Paci replica
Macomer, l’assessore interviene dopo le affermazioni di Virde: «C’è ancora grande confusione»
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MACOMER. Sui tempi della burocrazia regionale e sulla difficoltà a contattare gli uffici della Programmazione lamentati dal commercialista Bartolo Virde, titolare di uno studio di consulenza a Macomer, rispondono l’assessore Raffaele Paci e il direttore del Centro di programmazione, Gianluca Cadeddu.
«C’è grande confusione in ciò che ho letto, a cominciare dal fatto che vengono messi sullo stesso piano Pfsl, Pia e progetti di programmazione territoriale – dice l’assessore Paci –. I primi due appartengono a un passato che non vogliamo mai più riproporre. Procedure lente e farraginose, bloccate per anni da meccanismi burocratici ingestibili, lentezza anche del soggetto bancario istruttore. La mia indicazione agli uffici è chiara: mai più sigle incomprensibili, burocrazia solo necessaria, documenti indispensabili e tempi ridotti al minimo. Io stesso ho chiesto scusa per questi meccanismi assurdi, pur non essendone in alcun modo responsabile. Ho convocato i vertici Unicredit per sollecitare la chiusura delle pratiche e non c’e giorno che gli uffici non intervengano. Completamente diverso è il discorso sui nuovi bandi – prosegue –. I progetti partono dal territorio, sono condivisi in ogni fase e vanno chiusi in 36 mesi. Lo ripeto con molta chiarezza: non farò mai promesse irrealizzabili. Allo stesso tempo garantisco che tutti i progetti approvati verranno finanziati. Quindi sovrapporre Pfsl e Pia con la programmazione territoriale e insinuare che il progetto “Marghine al centro” rischia di impantanarsi è scorretto e privo di ogni fondamento». Il direttore del Crp Gianluca Cadeddu entra più nei dettagli. «Ci sono specifiche norme e regole da rispettare per la corretta rendicontazione delle spese ammesse ad agevolazione, trattandosi di risorse pubbliche anche comunitarie – osserva –. Questo significa impegno in termini di tempo e di documentazione da presentare. Ma se la documentazione fosse davvero trasmessa tramite Pec e non in formato cartaceo o via fax, contrariamente a quanto si afferma, l’attività istruttoria potrebbe concludersi con più rapidità e non provocherebbero ritardo nella lavorazione delle altre domande. La disponibilità della struttura per un confronto è totale, come dimostrato di recente nell’incontro con il beneficiario degli aiuti, seguito da numerose telefonate proprio per evitare che le spese non correttamente rendicontate risultino non agevolabili. Auspichiamo più collaborazione per arrivare rapidamente al versamento dei contributi spettanti». (t.g.t.)
«C’è grande confusione in ciò che ho letto, a cominciare dal fatto che vengono messi sullo stesso piano Pfsl, Pia e progetti di programmazione territoriale – dice l’assessore Paci –. I primi due appartengono a un passato che non vogliamo mai più riproporre. Procedure lente e farraginose, bloccate per anni da meccanismi burocratici ingestibili, lentezza anche del soggetto bancario istruttore. La mia indicazione agli uffici è chiara: mai più sigle incomprensibili, burocrazia solo necessaria, documenti indispensabili e tempi ridotti al minimo. Io stesso ho chiesto scusa per questi meccanismi assurdi, pur non essendone in alcun modo responsabile. Ho convocato i vertici Unicredit per sollecitare la chiusura delle pratiche e non c’e giorno che gli uffici non intervengano. Completamente diverso è il discorso sui nuovi bandi – prosegue –. I progetti partono dal territorio, sono condivisi in ogni fase e vanno chiusi in 36 mesi. Lo ripeto con molta chiarezza: non farò mai promesse irrealizzabili. Allo stesso tempo garantisco che tutti i progetti approvati verranno finanziati. Quindi sovrapporre Pfsl e Pia con la programmazione territoriale e insinuare che il progetto “Marghine al centro” rischia di impantanarsi è scorretto e privo di ogni fondamento». Il direttore del Crp Gianluca Cadeddu entra più nei dettagli. «Ci sono specifiche norme e regole da rispettare per la corretta rendicontazione delle spese ammesse ad agevolazione, trattandosi di risorse pubbliche anche comunitarie – osserva –. Questo significa impegno in termini di tempo e di documentazione da presentare. Ma se la documentazione fosse davvero trasmessa tramite Pec e non in formato cartaceo o via fax, contrariamente a quanto si afferma, l’attività istruttoria potrebbe concludersi con più rapidità e non provocherebbero ritardo nella lavorazione delle altre domande. La disponibilità della struttura per un confronto è totale, come dimostrato di recente nell’incontro con il beneficiario degli aiuti, seguito da numerose telefonate proprio per evitare che le spese non correttamente rendicontate risultino non agevolabili. Auspichiamo più collaborazione per arrivare rapidamente al versamento dei contributi spettanti». (t.g.t.)
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