Lanusei, batte ancora il cuore dei Salesiani
di Giusy Ferreli
Nonostante la chiusura dell’istituto, gli ex allievi si radunano e animano le case per i ragazzi
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LANUSEI. «Il messaggio di don Bosco è ancora attuale e vive anche a Lanusei, nonostante i salesiani abbiano lasciato la cittadina due anni orsono» dice, Giovanni Costanza, presidente nazionale dell’Unione ex allievi, insegnante di topografia in un istituto per geometri di Catania, che si trova in Ogliastra per il raduno annuale degli studenti che si formarono nell'istituto ogliastrino. Di quella partenza, avvenuta nel settembre del 2015 e vissuta come un abbandono da parte di Lanusei che ha ospitato i salesiani per 117 anni e dell'intera Ogliastra, Costanza parla come di un fatto ineluttabile. «Purtroppo è la sorte condivisa da tanti altri istituti della penisola. Del centinaio presenti sul territorio nazionale, ben 41 sono stati chiusi» spiega l'ingegnere. La mancanza di vocazioni da una parte, le difficoltà economiche che impediscono alle famiglie di pagare le rette scolastiche dall'altra, hanno portato alla chiusura degli istituti ma non delle case salesiane. Che vivono grazie alle attività porta avanti dagli ex allievi ogliastrini, una sessantina in tutto guidati da Umberto Martinelli, che si sono dati appuntamento nella colonia di Cea domenica scorsa.
L'impegno formativo è ancora vivo anche se manca il perno dell'azione educativa rappresentato dai sacerdoti, i laici garantiscono la continuità della storica ultra-centenaria presenza dell'ordine. «Pur tra mille difficoltà - sottolinea Costanza - continuiamo a tenere fede all'impegno morale assumendoci la responsabilità economica della case salesiane». A Lanusei l'oratorio, che ha visto generazioni intere di bambini e ragazzi, rimane un importante punto di riferimento per la cittadina. Alla stessa maniera il Cnos Fap, ente di formazione dei Salesiani. E se in Europa l'ordine deve fare i conti con una lunga serie di problematiche, nel resto del mondo è attivo più che mai. In una sorta di delocalizzazione altri e più numerosi istituti vengono aperti, in particolare in Africa. «La parola d'ordine - osserva il presidente - ora più che mai è quella di formare buoni cittadini. Competenza professionale, coscienza morale e impegno sociale e quello che vien chiesto agli allievi, cristiani e non». Perché, negli altri continenti gli istituti salesiani sono frequentati in gran parte da studenti che professano altre religioni.
L'impegno formativo è ancora vivo anche se manca il perno dell'azione educativa rappresentato dai sacerdoti, i laici garantiscono la continuità della storica ultra-centenaria presenza dell'ordine. «Pur tra mille difficoltà - sottolinea Costanza - continuiamo a tenere fede all'impegno morale assumendoci la responsabilità economica della case salesiane». A Lanusei l'oratorio, che ha visto generazioni intere di bambini e ragazzi, rimane un importante punto di riferimento per la cittadina. Alla stessa maniera il Cnos Fap, ente di formazione dei Salesiani. E se in Europa l'ordine deve fare i conti con una lunga serie di problematiche, nel resto del mondo è attivo più che mai. In una sorta di delocalizzazione altri e più numerosi istituti vengono aperti, in particolare in Africa. «La parola d'ordine - osserva il presidente - ora più che mai è quella di formare buoni cittadini. Competenza professionale, coscienza morale e impegno sociale e quello che vien chiesto agli allievi, cristiani e non». Perché, negli altri continenti gli istituti salesiani sono frequentati in gran parte da studenti che professano altre religioni.
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