Province, a Seui preferiscono Nuoro
di Lamberto Cugudda
Il consigliere Mario Deplano chiede un nuovo referendum Cinquecento firme per lasciare l’ente del Sud Sardegna
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SEUI. La mancata fissazione del referendum popolare (con 494 firme a sostegno) da parte del Comune per decidere se rientrare a fare parte della Provincia di Nuoro, dopo essere finiti in quella del Sud Sardegna (con capoluogo Carbonia) vista la nascita della città metropolitana di Cagliari, ha portato il consigliere comunale di opposizione, il sardista Mario Deplano, a presentare un esposto-querela in Procura. Il consigliere fa parte del “Comitato pro referendum per la scelta della Provincia”. E spiega che Seui, fino al 2016 faceva parte della Provincia d’Ogliastra. «Nell’ottobre 2015, l’attuale maggioranza (guidata dal sindaco Marcello Cannas ndr) – fa rilevare nella querela – ha deliberato di aderire alla Provincia di Cagliari. A seguito della legge regionale numero 2 del 2016 è stata soppressa la Provincia di Cagliari e il Comune di Seui accorpato alla Provincia Sud Sardegna». Deplano sottolinea: «L’adesione alla Provincia di Cagliari è avvenuta a seguito della delibera di consiglio comunale 31 del 23 ottobre 2015, senza tenere conto che questa doveva essere soppressa a breve e sostituita dalla città metropolitana e della Provincia Sud Sardegna. Il passaggio veniva fatto senza minimamente interpellare la popolazione, come avevo richiesto de messo a verbale nell’atto deliberativo». Con l’entrata in vigore della Legge regionale 2, Seui è stato “aggregato” alla Provincia Sud Sardegna, contrariamente a quanto disposto dal deliberato dal consiglio comunale. Mario Deplano, che aveva già richiesto, come messo a verbale, una consulta della popolazione «nel momento in cui saranno chiesti gli ambiti territoriali e vista la crescente preoccupazione della popolazione perle questioni di competenza provinciale», insieme ad ex amministratori ha dato vita al Comitato. E il 27 febbraio ha depositato all’ufficio protocollo del Comune 494 firme «ben oltre il 15 per cento previsto dallo Statuto» per il referendum. E nonostante non siano state segnalate al comitato rregolarità rispetto alla raccolta delle firme «ancora non è stata fissata la data per la consultazione popolare». Ha scritto ai due prefetti, al presidente Pigliaru e a all’assessore, non è giunta risposta. «E questo – conclude – nonostante in consiglio –sia io che cittadini, abbiamo chiesto una data certa del referendum, viste anche le 494 firme depositate».
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