Omicidi Monni-Masala, Cubeddu in aula
di Pier Luigi Piredda
Prima udienza in Corte d’assise: subito all’attacco i difensori del 21enne di Ozieri. Tensione altissima. Si riprende il 13 luglio
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NUORO. «Ciao Alby». Una vocina rompe il silenzio pesante dell’aula a fine udienza. Lui, “Alby”, Alberto Cubeddu, 21 anni, di Ozieri, imputato con la pesantissima accusa di duplice delitto, aria da duro, imperturbabile a tutto quello che accadeva intorno a lui nell’aula della Corte d’assise, attentissimo a ogni parola pronunciata da giudici e avvocati, è stato preso alla sprovvista da quella vocina e si è voltato di scatto, quasi provocando una reazione degli agenti penitenziari che lo stavano scortando. Un’occhiata verso il fondo dell’aula e lo sguardo truce che si scioglie in un breve sorriso e in un alzata di mano in risposta a quel “ciao Alby” pronunciato tra le lacrime dalla sorella di Alberto Cubeddu, che aveva seguito tutto il processo in un angolo dell’aula insieme ai genitori e ad altri parenti. Poco distante ci sono iil padre e lo zio di Paolo Pinna, il diciottenne di Nule condannato in primo grado dal Tribunale dei minori di Sassari a 20 anni di carcere, il massimo della pena, per gli stessi reati del cugino Alberto Cubeddu: omicidio e distruzione del cadavere di Stefano Masala, 30 anni, di Nule, scomparso la sera del 7 maggio 2015, e delitto di Gianluca Monni, 18 anni, di Orune, assassinato a fucilate mentre attendeva il pullman per andare a scuola l’8 maggio 2015. Dall’altra parte dell’aula, parenti e amici di Stefano e Gianluca.
Tensione altissima. Un silenzio spettrale prima dell’ingresso della Corte d’assise (presidente Giorgio Cannas, a latere Antonella Useli Bacchitta). L’appello degli imputati, le costituzioni di parte civile e il deposto della lista dei testimoni: 330, poco meno di 250 quelli della difesa, il resto, un’ottantina, dell'accusa. E subito dopo sono partiti i fuochi artificiali della difesa di Alberto Cubeddu, interrotti per un attimo dall’accorata richiesta della mamma di Gianluca Monni, Rita Gaddeo, che in fondo all’aula non riusciva a sentire e ha protestato vivacemente prendendosi l’ammonimento del presidente che ha così colto l’occasione per sottolineare che “qualsiasi comportamento poco consono sarà causa di espulsione”.
Poi, il processo è entrato nel vivo, confermando quanto sarà caldo il clima in ogni udienza. L’avvocato Mattia Doneddu, difensore di Alberto Cubeddu insieme all’avvocato Patrizio Rovelli impegnato in un processo in Cassazione e sostituito dall’avvocato Fabrizio Rubiu, ha sferrato l’attacco a tutto l’impianto accusatorio, soffermandosi in particolare sulle intercettazioni e depositando una memoria nella quale ne ha chiesto l’inutilizzabilità. E altrettanto ha fatto Fabrizio Rubiu. L’avvocato Doneddu ha anche ravvisato la nullità del rinvio a giudizio e concluso con un appello affinchè “il processo possa svolgersi nella massima serenità, evitando tensioni e intemperanze, rispettando le regole processuali per poter fare tutte le valutazioni serenamente e in maniera imparziale”. La replica del pm Andrea Vacca non si è fatta attendere. Il pubblico ministero ha ribattuto punto su punto, argomentando le risposte con sentenze della Cassazione. Altrettanto hanno fatto i patroni di parte civile: gli avvocati Rinaldo Lai, Antonello Lai e Margherita Baragliu per i genitori e i parenti di Gianluca Monni. E Caterina Zoroddu che tutela i familiari di Stefano Masala. In aula anche Francesco Pinna, zio di Paolo Pinna, accusato di minacce, e difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras.
Il processo continuerà giovedì 13 luglio.
Tensione altissima. Un silenzio spettrale prima dell’ingresso della Corte d’assise (presidente Giorgio Cannas, a latere Antonella Useli Bacchitta). L’appello degli imputati, le costituzioni di parte civile e il deposto della lista dei testimoni: 330, poco meno di 250 quelli della difesa, il resto, un’ottantina, dell'accusa. E subito dopo sono partiti i fuochi artificiali della difesa di Alberto Cubeddu, interrotti per un attimo dall’accorata richiesta della mamma di Gianluca Monni, Rita Gaddeo, che in fondo all’aula non riusciva a sentire e ha protestato vivacemente prendendosi l’ammonimento del presidente che ha così colto l’occasione per sottolineare che “qualsiasi comportamento poco consono sarà causa di espulsione”.
Poi, il processo è entrato nel vivo, confermando quanto sarà caldo il clima in ogni udienza. L’avvocato Mattia Doneddu, difensore di Alberto Cubeddu insieme all’avvocato Patrizio Rovelli impegnato in un processo in Cassazione e sostituito dall’avvocato Fabrizio Rubiu, ha sferrato l’attacco a tutto l’impianto accusatorio, soffermandosi in particolare sulle intercettazioni e depositando una memoria nella quale ne ha chiesto l’inutilizzabilità. E altrettanto ha fatto Fabrizio Rubiu. L’avvocato Doneddu ha anche ravvisato la nullità del rinvio a giudizio e concluso con un appello affinchè “il processo possa svolgersi nella massima serenità, evitando tensioni e intemperanze, rispettando le regole processuali per poter fare tutte le valutazioni serenamente e in maniera imparziale”. La replica del pm Andrea Vacca non si è fatta attendere. Il pubblico ministero ha ribattuto punto su punto, argomentando le risposte con sentenze della Cassazione. Altrettanto hanno fatto i patroni di parte civile: gli avvocati Rinaldo Lai, Antonello Lai e Margherita Baragliu per i genitori e i parenti di Gianluca Monni. E Caterina Zoroddu che tutela i familiari di Stefano Masala. In aula anche Francesco Pinna, zio di Paolo Pinna, accusato di minacce, e difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras.
Il processo continuerà giovedì 13 luglio.
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