La Nuova Sardegna

Nuoro

Migranti, i sindaci under 35 puntano sull’integrazione 

di Francesco Pirisi

Le proposte emerse ieri in Comune durante l’incontro in città dell’Anci giovani La parola d’ordine è abbandonare i centri di accoglienza straordinaria

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NUORO. Politiche giovanili, riforma istituzionale degli enti locali e accoglienza dei migranti. Questi i temi all’ordine del giorno ieri nell’incontro tra l’Anci giovani della Sardegna (settore dell’associazione dei Comuni) e il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, nella sua qualità di presidente del Cal, il Consiglio delle autonomie locali. Tra i banchi della sala consiliare di via Dante amministratori under 35 provenienti da Gallura, Sassarese, Barbagia e dalle diverse aree del Campidano. Gruppo guidato dal coordinatore Francesco Piludu, consigliere comunale del Pd nel municipio di Quartu Sant’Elena, affiancato per l’occasione da uno dei due vice-coordinatori, l’assessore di Nuoro, Antonio Belloi.

Mentre era assente Anita Pili, sindaco di Bortigiadas, anch’ella vice di Piludu.

Tutti insieme a rappresentare un organismo che in Sardegna mette insieme 1.600 giovani amministratori, tra sindaci assessori e consiglieri. L’ultimo anno per loro è stato fondamentale, dopo un lungo periodo di stasi dell’attività. Nel luglio del 2016 l’elezione del coordinamento regionale, formato da una quarantina di componenti. Nella primavera scorsa l’assemblea nazionale di Salerno, con al centro l’azione dei comuni nella gestione dei flussi migratori che negli ultimi tempi stanno interessando l’Italia, con un ruolo primario della stessa Sardegna. Le considerazioni del quartese Francesco Piludu: «La riflessione a Salerno sui migranti ha camminato sull’impegno di accogliere e integrare le persone che arrivano oggi da noi alla ricerca di condizioni di vita migliori. I Comuni è evidente hanno un ruolo fondamentale nella gestione del fenomeno migratorio. Vanno messi nelle condizioni di poterlo fare, sia sotto l’aspetto economico, sia grazie alla disponibilità nel territorio di una serie di servizi, a iniziare dalla sanità, all’istruzione, utili per i locali e nella situazione attuale anche per l’integrazione dei migranti».

La parola d’ordine è quella di abbandonare i primitivi Cas (Centri di accoglienza straordinaria) e passare agli Spar, che a differenza dei primi puntano molte carte sull’integrazione. Il dibattito attuale dell’Anci giovani è segnato anche dalla legge di riordino delle autonomie locali. Piludu nel tema è stato chiaro: «Il processo di riforma deve essere tale da legare e integrare la nuova architettura istituzionale, con i suoi enti di nuova e vecchia istituzione, con i vari settori anch’essi oggi soggetti a modifica, a iniziare dalla sanità. Deve essere certo che il cittadino alla fine dell’opera di riforma possa contare su tutti i servizi che gli consentano di vivere in maniera ottimale nella propria zona, e ai Comuni di svolgere il ruolo di enti deputati al governo delle comunità stesse». Concetti e impegni ribaditi dal sindaco Soddu, che ha annunciato un’azione unitaria tra Cal e Anci Sardegna.

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