Sterpaglie e rifiuti: scattano le proteste tra centro e periferia
di Stefania Vatieri
I residenti segnalano anche il rischio di pericolosi incendi Tra le zone interessate il Nuraghe, piazza Veneto, via Olbia
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NUORO. Da una parte le erbacce alte anche due metri, gli arbusti non tagliati che infestano i marciapiedi, le aiuole e i parchi. D’altra l'emergenza sporcizia. I rifiuti che traboccano dai cestini stracolmi, le cartacce sparse lungo le strade, abbandonate sui muretti e sulle panchine insieme a cartoni, bottiglie, lattine. E poi bicchieri di plastica, buste e rifiuti vari sparpagliati ovunque che rendono la città una vera discarica a cielo aperto. Dal centro alla periferia lo scenario è sempre lo stesso: spazi pubblici e privati sommersi dall’erba, marciapiedi impraticabili anche nelle vie del centro cittadino. Non è una giungla, ma poco ci manca. Una situazione preoccupante per i tanti cittadini che sull’orlo di una crisi di nervi hanno cominciato a tempestare gli uffici comunali con denunce e reclami che fino ad oggi non hanno sortito nessun effetto. «Camminare sui marciapiedi è diventato davvero rischioso—commenta un residente di via Sant'Emiliano—, o si sbatte la testa nei numerosi rami degli alberi mai potati o si inciampa nei rovi e nelle erbacce che fuoriescono dalle aiuole—spiega—. Ormai si preferisce camminare sulla strada con le macchine, i camion e le moto che ti sfrecciano a pochi centimetri». La cura del verde pubblico ma anche privato dunque sembra essere inesistente o insufficiente, così come lo spazzamento delle strade. Per non parlare poi del dilagante “vizietto” di abbandonare i rifiuti per strada, accentuato probabilmente dalle nuove e più stringenti regole di raccolta del differenziato. Anche far rispettare il banale obbligo di pulizia e falciatura degli spazi privati, spesso abbandonati da tempo, sembra essere una missione impossibile per l'amministrazione comunale. Qui l'anarchia regna sovrana e a farne le spese sono i numerosi cittadini costretti a vivere su una polveriera pronta ad esplodere. Ne sanno qualcosa gli abitanti che vivono a ridosso del terreno privato di circa un ettaro tra via Pietro Nenni e via Mughina, completamente infestato di sterpaglie, zecche e topi. Ma anche cumuli di spazzatura. «Basta una sigaretta accesa per innescare un bell'incendio – spiegano alcuni abitanti del quartiere – Abbiamo più volte chiesto al proprietario del terreno di pulire lo spazio e quel che ha fatto sono state delle vie tagliafuoco del tutto artigianali —raccontano con amarezza—. Abbiamo anche segnalato la situazione in Comune, ma niente è stato risolto e noi ci troviamo a vivere sopra una bomba ad orologeria».
L'emergenza rifiuti ed erba alta lascia il posto al problema delle zecche e dei parassiti che proliferano in queste giungle metropolitane. Quelle che dovevano essere infatti rilassanti giornate all'aria aperta, all'ombra delle piante che svettano in numerosi spazi verdi urbani si sono trasformate per alcune famiglie in ore di snervante attesa al pronto soccorso dove liberare al più presto i propri figli dalle zecche. Da piazza Veneto fino al colle di Sant'Onofrio, passando per piazza Italia, via Olbia e il Nuraghe. Qui le sterpaglie raggiungo anche i due metri di altezza e sono davvero poche le famiglie che nonostante i numerosi giochi presenti scelgono di passarci anche poche ore.
L'emergenza rifiuti ed erba alta lascia il posto al problema delle zecche e dei parassiti che proliferano in queste giungle metropolitane. Quelle che dovevano essere infatti rilassanti giornate all'aria aperta, all'ombra delle piante che svettano in numerosi spazi verdi urbani si sono trasformate per alcune famiglie in ore di snervante attesa al pronto soccorso dove liberare al più presto i propri figli dalle zecche. Da piazza Veneto fino al colle di Sant'Onofrio, passando per piazza Italia, via Olbia e il Nuraghe. Qui le sterpaglie raggiungo anche i due metri di altezza e sono davvero poche le famiglie che nonostante i numerosi giochi presenti scelgono di passarci anche poche ore.
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