«Gestione pubblica per l’inceneritore»
di Paolo Maurizio Sechi
Il sindaco di Macomer: «I privati fuori dall’impianto» Sotto controllo anche la salute pubblica e l’ambiente
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MACOMER. Il nuovo termovalorizzatore di Tossilo sarà dotato di una turbina elettrica con una capacità di bruciare 60mila tonnellate di rifiuto secco all’anno con produzione di energia elettrica che non servirà solo per il suo funzionamento ma sarà anche ceduta alla rete. Inoltre sarà dotato di un sistema informatico che permetterà ai cittadini di verificare da qualsiasi computer i dati delle emissioni dei fumi. Per la sua realizzazione saranno necessari circa tre anni e i sindacati territoriali hanno chiesto e ottenuto dall’impresa che ha in appalto l’opera l’utilizzo di personale locale. In riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato sull’inceneritore di Tossilo interviene con una nota il sindaco Antonio Succu: «Non credo ci siano motivi per esultare se non per la certificazione di un percorso che riconosce la bontà della politica degli amministratori del Marghine, per uno smaltimento responsabile dei rifiuti, secondo gli indirizzi dell’Europa, per una maggiore tutela dell’ambiente e della sicurezza delle nostre comunità. Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto fin dall’inizio e cioè che la fase di incenerimento dovrà essere limitata nel tempo e progressivamente ridotta con l’incremento della raccolta differenziata. Ribadiamo – continua il Sindaco – la necessità di una gestione pubblica del futuro impianto e la nostra contrarietà a quella privata in modo che vi sia l’incentivo nel bruciare sempre meno. Chiederò, così come ho sempre fatto, che tutte le istituzioni e agenzie interessate continuino con l’attività di sorveglianza epidemiologica della salute pubblica e della salubrità dell’ambiente». Intanto le associazioni ambientaliste sperano ancora. Pende, infatti, un altro ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna presentato dai comitati “Non bruciamoci il futuro” di Macomer e “Zero Waste Sardegna” e da diversi comuni della Barbagia che contestano il Piano regionale dei rifiuti varato dalla Regione Sarda nel dicembre scorso. Per gli ambientalisti «le autorizzazioni per la realizzazione della nuova linea di incenerimento di Tossilo sono irregolari e illegittime».
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