Macomer, solo 6 le vie dedicate alle donne
Su 269 strade, piazze e viali della cittadina più della metà sono intitolate a personaggi maschili
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MACOMER. Toponomastica maschilista a Macomer, o se vogliamo con poche donne che hanno avuto l’onore di vedersi dedicare una via dal Comune. Sfogliando lo stradario cittadino, su 269 strade, piazze e viali che hanno un nome, più della metà (esattamente 137) sono intitolate a personaggi maschili e appena sei hanno il nome di donna, contando tra queste anche viale Santa Maria che prende il nome dalla Madonna, ma non tanto per motivi religiosi quanto perché è la via di accesso al rione omonimo che prende il nome dalla chiesa di Santa Maria del Soccorso situata nella piazza alla fine del viale.
Oltre al viale Santa Maria ci sono via Grazia Deledda, via Elenora d’Arborea, via Emanuela Loi e altre due vie dedicate ad altrettante regine: via Regina Margherita e via Regina Elena, quest’ultima intitolata quando l’Italia era già una repubblica.
Secondo alcuni più che in una disattenzione, la causa sarebbe da ricercare nel passato di Macomer nel quale non ci sarebbero donne che si sono distinte in politica, nell’arte e nella letteratura o che comunque abbiano acquisito meriti per essere ricordate col nome di una via o di una piazza. Probabilmente è così, ma cercando tra le figure importanti non sfugge quella di Teresa Albano, imprenditrice e benefattrice della città. Se si vuole porre rimedio alla mancanza, un’altra figura che merita di essere ricordata nella toponomastica è quella di Nereide Rudas (prima donna in Italia a fondare e dirigere, nel 1978, una clinica psichiatrica e importante ricercatrice) scomparsa all’inizio dell’anno. C’è anche la possibilità di attingere a nomi di donne illustri che non sono di Macomer. Di donne illustri l’Italia e la Sardegna ne hanno avute tante. Come si è fatto per gli uomini, bastava pescare fra poetesse, medici, scienziati, scrittrici ed eroine che dal Risorgimento alla Liberazione non sono mancate. (t.g.t.)
Oltre al viale Santa Maria ci sono via Grazia Deledda, via Elenora d’Arborea, via Emanuela Loi e altre due vie dedicate ad altrettante regine: via Regina Margherita e via Regina Elena, quest’ultima intitolata quando l’Italia era già una repubblica.
Secondo alcuni più che in una disattenzione, la causa sarebbe da ricercare nel passato di Macomer nel quale non ci sarebbero donne che si sono distinte in politica, nell’arte e nella letteratura o che comunque abbiano acquisito meriti per essere ricordate col nome di una via o di una piazza. Probabilmente è così, ma cercando tra le figure importanti non sfugge quella di Teresa Albano, imprenditrice e benefattrice della città. Se si vuole porre rimedio alla mancanza, un’altra figura che merita di essere ricordata nella toponomastica è quella di Nereide Rudas (prima donna in Italia a fondare e dirigere, nel 1978, una clinica psichiatrica e importante ricercatrice) scomparsa all’inizio dell’anno. C’è anche la possibilità di attingere a nomi di donne illustri che non sono di Macomer. Di donne illustri l’Italia e la Sardegna ne hanno avute tante. Come si è fatto per gli uomini, bastava pescare fra poetesse, medici, scienziati, scrittrici ed eroine che dal Risorgimento alla Liberazione non sono mancate. (t.g.t.)
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