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Nuoro

Sessanta focolai: è emergenza lingua blu

di Giusy Ferreli
Sessanta focolai: è emergenza lingua blu

Casi segnalati in mezza Ogliastra. Il sindaco di Barisardo: «Perché non è stato attivato subito il piano di vaccinazione?»

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LOCERI. Una sessantina di focolai, tremila pecore infette e venticinque animali morti: sono i numeri drammatici dell’epidemia di Lingua blue che sta flagellando l’Ogliastra. La grave emergenza sanitaria che ha colpito Bari Sardo, Cardedu, Jerzu, Lanusei, Loceri, Tertenia, Ilbono e Villagrande Strisaili, ha reso necessaria una seconda riunione dell’Unità di crisi. Ieri a Cagliari in assessorato sono arrivati anche gli esperti del Ministero con un unico obiettivo: scongiurare il diffondersi del morbo e salvaguardare l’itero patrimonio zootecnico della Sardegna messo a rischio dal virus. Intanto a Barisardo, il centro ogliastrino che per primo è stato colpito dal morbo il sindaco Ivan Mameli è durissimo. Il primo cittadino si dice molto preoccupato per un settore vitale dell’economia bariese e chiede spiegazioni in Regione. «Siamo informati e consapevoli delle gravi difficoltà che sta attraversando il settore agro pastorale della Sardegna in generale e di Bari Sardo nello specifico - sottolinea Mameli- e ci si chiede per quale motivo, se è vero che i primi focolai si sono verificati in altre parti della Sardegna nel mese di ottobre, non sia stata attivata da subito la campagna di vaccinazione che avrebbe permesso di scongiurare questo disastro». Nel contempo l'amministratore assicura il sostegno agli allevatori colpiti dalla Blue tongue . «Vogliamo da parte della Regione il ristoro dei danni che i pastori stanno da tempo subendo. Difendere i loro legittimi diritti significa tutelare l’economia agro pastorale di Bari Sardo e le sue famiglie che ogni giorno lavorano e faticano per garantirsi un reddito e una vita dignitosa» è la sua conclusione. Tra i centri colpiti c'è anche Loceri. Qui i casi di febbre catarrale degli ovini sono 5. L’amministrazione comunale guidata da Roberto Uda sta monitorando la situazione. All’appello non manca Tertenia con un caso accertato e altre sette segnalazioni.

«Per farla breve, - commenta il sindaco Giulio Murgia- un’epidemia. Che si aggiunge al disastro del comparto». Da Cagliari intanto l'unità di crisi composta dai rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Assessorato regionale della Sanità, dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna, dell’Ats, fa sapere che per evitare la diffusione della malattia si sta procedendo con la vaccinazione dei capi degli allevamenti presenti tra i 40 e i 60 chilometri di distanza dai focolai accertati. A disposizione ci sono 400 mila dosi di vaccino contro il sierotipo 4 che sta velocemente finendo di affossare il comparto in Ogliastra.

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