Macomer, ritorno alla campagna
Nell’ultimo anno sono aumentati gli allevamenti e il numero di capi: più dieci per cento dal 2016
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MACOMER. Nonostante la crisi e le annate sfavorevoli, a Macomer e nel Marghine si registra un ritorno all’allevamento. Negli ultimi dodici mesi sono in aumento gli allevamenti e la consistenza dei capi allevati. Il ritorno alle attività agropastorali è più marcato a Macomer, dove tra l’altro si assiste a un ritorno all’allevamento dei bovini, ma con una novità: i capi da latte diminuiscono (per non dire che rispetto al passato si è di fronte a un crollo) e aumentano quelli da carne.
In crescita anche gli allevamenti ovini, che però è meno marcata rispetto a quella dei bovini, e il numero dei capi allevati. Negli ultimi dodici mesi si è passati da 91 allevamenti bovini (dei quali 84 sono allevamenti chiusi che svolgono l’intero ciclo produttivo, mentre quelli aperti ingrassano nelle strutture aziendali vitelli nati altrove) a 102 registrati al 31 luglio nella banca dati dell’anagrafe nazionale zootecnica. I capi bovini, invece, in 12 mesi sono passati da 3325 a fine agosto 2016 a 4400 alla fine dello scorso mese di luglio. Alla fine del 2015 erano 2703 e 2670 alla fine del 2015. La consistenza dei capi allevati è in crescita anche rispetto al decennio precedente. Per arrivare a più di 4000 capi bisogna infatti risalire al 2004 quando a fine anno quelli registrati erano 4106.
In ripresa, ma più frenata rispetto al comparto bovino, anche il numero degli allevamenti ovini. A fine agosto del 2016 erano 99 mentre al 31 luglio di quest’anno sono aumentati a 102. Le aziende che allevano pecore sono in lenta crescita rispetto a quelle dell’allevamento bovino. Alla fine del 2014 erano 92 e passarono a 93 alla fine del 2015. In aumento anche i capi allevati, 29.823 a fine agosto del 2016 e 32.900 a fine luglio, più di 3000 in dodici mesi con una crescita di circa il 10 per cento.
Gli ovini allevati in provincia di Nuoro sono più di 800 mila, 3,6 milioni in Sardegna. Il patrimonio ovino di Macomer corrisponde a circa l’un per cento di quello regionale.
La crisi, in particolare il prezzo del latte che non copre i costi di produzione, e la siccità hanno inciso pesantemente sul settore, ma nonostante tutto l’allevamento continua a crescere. A Macomer si allevano anche capre, settore in crescita anche se con numeri piccoli. A fine agosto del 2017 i caprini allevati nelle campagne di Macomer erano 229 e alla fine di luglio quelli iscritti all’anagrafe zootecnica erano 275. Il latte di capra è molto richiesto da chi soffre di forme si intolleranza a quello bovino. Molto richiesta anche la carne di capretto.
Quella che si dedica alle attività zootecniche a Macomer e nel Marghine è una nuova generazione di allevatori. L’Istat l’ha fotografata nel 2010 col censimento dell’agricoltura. Nelle aziende di allevamento della zona c’è un deciso ringiovanimento degli operatori. I figli, in molti casi, sono subentrati ai genitori, che comunque continuano a essere presenti in azienda. Molti dei nuovi allevatori hanno un diploma. Qualcuno è laureato. L’attività delle aziende di allevamento ovino si basa quasi esclusivamente sulla produzione di latte, che viene conferito alle aziende di trasformazione, e di agnelli destinati la macellazione. (t.g.t.)
In crescita anche gli allevamenti ovini, che però è meno marcata rispetto a quella dei bovini, e il numero dei capi allevati. Negli ultimi dodici mesi si è passati da 91 allevamenti bovini (dei quali 84 sono allevamenti chiusi che svolgono l’intero ciclo produttivo, mentre quelli aperti ingrassano nelle strutture aziendali vitelli nati altrove) a 102 registrati al 31 luglio nella banca dati dell’anagrafe nazionale zootecnica. I capi bovini, invece, in 12 mesi sono passati da 3325 a fine agosto 2016 a 4400 alla fine dello scorso mese di luglio. Alla fine del 2015 erano 2703 e 2670 alla fine del 2015. La consistenza dei capi allevati è in crescita anche rispetto al decennio precedente. Per arrivare a più di 4000 capi bisogna infatti risalire al 2004 quando a fine anno quelli registrati erano 4106.
In ripresa, ma più frenata rispetto al comparto bovino, anche il numero degli allevamenti ovini. A fine agosto del 2016 erano 99 mentre al 31 luglio di quest’anno sono aumentati a 102. Le aziende che allevano pecore sono in lenta crescita rispetto a quelle dell’allevamento bovino. Alla fine del 2014 erano 92 e passarono a 93 alla fine del 2015. In aumento anche i capi allevati, 29.823 a fine agosto del 2016 e 32.900 a fine luglio, più di 3000 in dodici mesi con una crescita di circa il 10 per cento.
Gli ovini allevati in provincia di Nuoro sono più di 800 mila, 3,6 milioni in Sardegna. Il patrimonio ovino di Macomer corrisponde a circa l’un per cento di quello regionale.
La crisi, in particolare il prezzo del latte che non copre i costi di produzione, e la siccità hanno inciso pesantemente sul settore, ma nonostante tutto l’allevamento continua a crescere. A Macomer si allevano anche capre, settore in crescita anche se con numeri piccoli. A fine agosto del 2017 i caprini allevati nelle campagne di Macomer erano 229 e alla fine di luglio quelli iscritti all’anagrafe zootecnica erano 275. Il latte di capra è molto richiesto da chi soffre di forme si intolleranza a quello bovino. Molto richiesta anche la carne di capretto.
Quella che si dedica alle attività zootecniche a Macomer e nel Marghine è una nuova generazione di allevatori. L’Istat l’ha fotografata nel 2010 col censimento dell’agricoltura. Nelle aziende di allevamento della zona c’è un deciso ringiovanimento degli operatori. I figli, in molti casi, sono subentrati ai genitori, che comunque continuano a essere presenti in azienda. Molti dei nuovi allevatori hanno un diploma. Qualcuno è laureato. L’attività delle aziende di allevamento ovino si basa quasi esclusivamente sulla produzione di latte, che viene conferito alle aziende di trasformazione, e di agnelli destinati la macellazione. (t.g.t.)
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