Arbatax, Intermare in crisi Giovedì incontro sindacale
di Lamberto Cugudda
I rappresentanti delle Rsu vogliono sapere quale sarà il futuro dell’azienda La preoccupazione dei 130 lavoratori. «Non ci sono commesse per il 2018»
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ARBATAX. La riunione che era stata richiesta è fissata per le ore 11 di giovedì 14: in tale occasione, le Rsu dell’Intermare fabrication yard, il cantiere operativo Saipem ubicato proprio a bocca di porto, chiederanno alla direzione aziendale lumi sul futuro della stessa realtà industriale. Allo stato attuale, il grande cantiere operativo Saipem conta 134 maestranze dirette, mentre la forte presenza di operai delle imprese esterne resta un ricordo di diversi anni fa. Nei giorni scorsi, su un cargo sono state caricate le ultime lavorazioni relative alla parte terminale di una imponente pipeline (tubatura o condotto composta da più elementi collegati per un gasdotto), che verranno trasportate via mare a destinazione in Africa. E ora, dopo che l’ultimo mese non è stato certo foriero di importanti novità su eventuali commesse di grosse lavorazioni a si attendono novità dalla direzione aziendale locale e dai vertici Saipem. È’ già arrivato del materiale per il Progetto Vandumbu (Angola): all’Intermare fabrication yard si dovranno l realizzare diverse grandi condotte, ma il via libera non è ancora giunto. Così come non si parla delle altre previste lavorazioni che dovrebbero servire a “tirare” fino a marzo 2018. Come era stato annunciato nei mesi scorsi. Senza scordare che il 31 agosto è stato reso noto che Ordini di lavoro aggiuntivi per Saipem in Angola, Ghana e Germania per conto di Eni e Nord Stream 2, per un valore complessivo di 370 milioni di dollari (312 milioni di euro). Già alla fine dello scorso mese di luglio, le Rsu Uilm del cantiere operativo Saipem precisarono che rispetto alle prospettive sulla continuità lavorativa del sito l’azienda non aveva offerto nessuna rassicurazione. «Non ci sono nuove commesse in portafoglio – avevano evidenziato – e l’operatività del sito è garantita fino a marzo 2018. Nei prossimi mesi i buchi produttivi verranno colmati con in lavori di manutenzione dello stabilimento». E ancora: «Una delle principali realtà industriali della Ogliastra nell’ultimo quinquennio ha registrato un calo produttivo e occupazionale vertiginoso. L’operatività oggi è ridotta al minimo. Al momento sono garantiti i soli lavoratori diretti della Saipem, 130 unità. E’ stato quasi completamente azzerato il coinvolgimento delle imprese dell’indotto, che in passato avevano espresso importanti numeri, arrivando a toccare anche picchi occupativi di 800-900 maestranze».
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