il documento dei lavoratori
«Alla politica chiediamo risposte»
I dipendenti: grave situazione di stallo istituzionale e finanziario
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NUORO. «A oggi la situazione del Consorzio è di stallo istituzionale e finanziario: non c’è un Consiglio Direttivo né un commissario; non c’è un organo di revisione e controllo; non è stato approvato il Conto Consuntivo del 2016; non è stato approvato il Bilancio di previsione». Sono i passi salienti del documento dei dipendenti della biblioteca Satta che auspicano una rapida soluzione della vicenda. «L’assenza del Bilancio di previsione di fatto ha portato alla paralisi delle attività, ingessando l’ente nella gestione provvisoria e alla sospensione delle gare d’appalto fondamentali per la vita dell’ente: quella dei servizi bibliotecari bloccando così la spendita del finanziamento regionale già concesso e la conseguente perdita, speriamo temporanea, di 9 posti di lavoro; la chiusura della sede di Monte Gurtei; la riduzione dell’orario al pubblico della sede centrale e della sezione Sardegna; l’interruzione degli acquisti del materiale documentario e delle riviste; la riduzione delle attività nell’Area di Cooperazione».
«Rivendichiamo, inoltre, sin dal primo giorno: la stabilità istituzionale per l’Ente qualunque sia la forma giuridica che gli enti proprietari vorranno scegliere; la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, di ruolo e non; il rilancio dei servizi con l’esplicitazione da parte degli enti proprietari di una nuova missione e di un nuovo patto territoriale. Le complicazioni politiche – conclude il documento dei lavoratori – che si sono avvicendate in questi due anni non ci appartengono. Alla politica chiediamo risposte».
«Rivendichiamo, inoltre, sin dal primo giorno: la stabilità istituzionale per l’Ente qualunque sia la forma giuridica che gli enti proprietari vorranno scegliere; la salvaguardia di tutti i posti di lavoro, di ruolo e non; il rilancio dei servizi con l’esplicitazione da parte degli enti proprietari di una nuova missione e di un nuovo patto territoriale. Le complicazioni politiche – conclude il documento dei lavoratori – che si sono avvicendate in questi due anni non ci appartengono. Alla politica chiediamo risposte».
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