Le associazioni dei disabili in rivolta contro il Comune
di Francesco Pirisi
I rappresentanti dei parkinsoniani, dei malati di alzheimer e la Fish Sardegna: «Disattesi tutti gli impegni presi per costituire la Consulta dove riunire i volontari»
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NUORO. Le associazioni impegnate tra i disabili aprono una vertenza contro l’amministrazione civica. L’accusa è di non aver messo in atto le iniziative per creare la consulta comunale dove riunire i sodalizi di volontari, che seguono in particolare i malati di parkinson, alzheimer e sclerosi multipla. Questione affrontata in un incontro nel dicembre scorso con il sindaco Andrea Soddu, e l’assessore dei Servizi sociali, Valeria Romagna. Dopodiché il collegamento si è interrotto: «A nulla sono valsi i contatti, gli incontri nei quali gli amministratori comunali si erano impegnati a portare avanti l’iniziativa per la consulta», contestano in una nota le presidenti provinciali dell’associazione dei parkinsoniani, Mariagrazia Mortara, e dei malati di alzheimer, Salvatora Conchedda, insieme a Franca Concu, vice-presidente di Fish Sardegna onlus, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap.
L’accusa a Soddu e Romagna passa attraverso alcune domande: «Perché i documenti relativi all’istituzione della consulta non sono mai passati nella commissione Servizi sociali? Nel cassetto di quale ufficio giace la nostra proposta, e perché?». Disappunto che non rinuncia neppure a qualche cattivo pensiero e alla domanda: «Quale volto conosciuto deve avere la disabilità per essere visibile?». Tra le carte rimaste lettera morta, di cui parlano Mortara, Conchedda e Concu, c’è la bozza di regolamento (con apposite note) per il nuovo sodalizio preparata e affidata all’amministrazione municipale, secondo le intese intercorse già nel primo incontro del giugno del 2016 e ridiscusse a dicembre. Un’iniziativa dentro le previsioni dello statuto comunale, nella parte dedicata alla creazione delle consulte dei cittadini su alcune delle tematiche tra le più importanti nella vita della comunità e dello stesso territorio. Il fatto che dal Comune non siano arrivate le risposte attese non rallenta comunque ma semmai rafforza impegno e richieste. Compresi gli elementi di base: «Le associazioni ispirate dai principi della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rimarcano oggi, all’amministrazione civica, l’esigenza di rendere i diritti maggiormente esigibili, diffusi sul territorio e pienamente partecipati».
Per le associazioni la creazione della consulta è proprio la possibilità di affrontare quelle problematiche, pianificare le risposte e porsi come interlocutori delle istituzioni chiamate a rendere i diritti concreti. Tra i quali c’è il Comune al quale, nascita della consulta a parte, vengono contestati i ritardi negli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e nella creazione di servizi pubblici a misura dei disabili. I malati con le loro difficoltà quotidiane vengono però prima di tutto, anche della stessa polemica portata ai massimi livelli per quelli che sono visti dalle onlus nuoresi dei ritardi imperdonabili. Tanto da ritornare al punto di partenza del confronto avviato l’anno passato con l’amministrazione civica e cercare ancora una volta contatto e dialogo: «Ribadiamo impegno e disponibilità per fare da supporto all’amministrazione per portare avanti gli interventi in grado di rispondere meglio alle esigenze delle persone con disabilità, che sono prima di tutto cittadini», è l’appello delle responsabili delle associazioni dei parkinsoniani, dei malati di alzheimer e della federazione nazionale per le azioni di superamento dell’handicap. Per rendere più chiaro il valore del ruolo e dell’impegno sociale, insieme ai diritti dei malati, si richiamano i principi sulla materia stabiliti dalla carta dell’Onu, dalla Costituzione italiana, dalle norme di base dell’Unione europea, a iniziare dal valore della sussidiarietà, «che mette al centro i cittadini attivi, considerandoli come risorsa e le cui azioni sono produttrici di diritti per tutti».
L’accusa a Soddu e Romagna passa attraverso alcune domande: «Perché i documenti relativi all’istituzione della consulta non sono mai passati nella commissione Servizi sociali? Nel cassetto di quale ufficio giace la nostra proposta, e perché?». Disappunto che non rinuncia neppure a qualche cattivo pensiero e alla domanda: «Quale volto conosciuto deve avere la disabilità per essere visibile?». Tra le carte rimaste lettera morta, di cui parlano Mortara, Conchedda e Concu, c’è la bozza di regolamento (con apposite note) per il nuovo sodalizio preparata e affidata all’amministrazione municipale, secondo le intese intercorse già nel primo incontro del giugno del 2016 e ridiscusse a dicembre. Un’iniziativa dentro le previsioni dello statuto comunale, nella parte dedicata alla creazione delle consulte dei cittadini su alcune delle tematiche tra le più importanti nella vita della comunità e dello stesso territorio. Il fatto che dal Comune non siano arrivate le risposte attese non rallenta comunque ma semmai rafforza impegno e richieste. Compresi gli elementi di base: «Le associazioni ispirate dai principi della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, rimarcano oggi, all’amministrazione civica, l’esigenza di rendere i diritti maggiormente esigibili, diffusi sul territorio e pienamente partecipati».
Per le associazioni la creazione della consulta è proprio la possibilità di affrontare quelle problematiche, pianificare le risposte e porsi come interlocutori delle istituzioni chiamate a rendere i diritti concreti. Tra i quali c’è il Comune al quale, nascita della consulta a parte, vengono contestati i ritardi negli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e nella creazione di servizi pubblici a misura dei disabili. I malati con le loro difficoltà quotidiane vengono però prima di tutto, anche della stessa polemica portata ai massimi livelli per quelli che sono visti dalle onlus nuoresi dei ritardi imperdonabili. Tanto da ritornare al punto di partenza del confronto avviato l’anno passato con l’amministrazione civica e cercare ancora una volta contatto e dialogo: «Ribadiamo impegno e disponibilità per fare da supporto all’amministrazione per portare avanti gli interventi in grado di rispondere meglio alle esigenze delle persone con disabilità, che sono prima di tutto cittadini», è l’appello delle responsabili delle associazioni dei parkinsoniani, dei malati di alzheimer e della federazione nazionale per le azioni di superamento dell’handicap. Per rendere più chiaro il valore del ruolo e dell’impegno sociale, insieme ai diritti dei malati, si richiamano i principi sulla materia stabiliti dalla carta dell’Onu, dalla Costituzione italiana, dalle norme di base dell’Unione europea, a iniziare dal valore della sussidiarietà, «che mette al centro i cittadini attivi, considerandoli come risorsa e le cui azioni sono produttrici di diritti per tutti».
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